Lavoro e cooperazione. La Flai Cgil a Tunisi

Oggi è in corso a Tunisi il convegno Cgil, Flai Cgil, Inca e Ugtt, sul tema sulla Convenzione bilaterale Italia – Tunisia. Incontro che si tiene in occasione del rinnovo del Protocollo di collaborazione intersindacale tra Flai Cgil e Fga UGTT, i sindacati di categoria dell’agricoltura delle principali organizzazioni sindacali di Italia e Tunisia. “La nostra – ha spiegato Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil, che guida la delegazione degli agroalimentaristi – è una collaborazione che viene da lontano e con piacere prosegue, grazie anche al lavoro sinergico dell’INCA CGIL, la cui competenza in materia di protezione dei lavoratori e delle lavoratrici migranti è una ricchezza per tutti.

L’intento è stato ed è quello di fornire informazioni e punti di riferimento per quei lavoratori che dalla Tunisia vengono in Italia a lavorare e sono principalmente impiegati proprio nel settore agricolo e nella pesca. L’attività comune e sinergica dei nostri sindacati consente di garantire una informazione corretta, sin dal paese di origine, con sportelli presenti in territori di entrambe le nazioni. Sono troppo frequenti, purtroppo, le situazioni di sfruttamento e clandestinità generate da mercanti senza scrupoli che, falsificando le offerte di impieghi, attirano i lavoratori tunisini in Italia per poi sfruttarli e ricattarli. Caporalato, lavoro nero, sfruttamento rendono invisibili questi lavoratori e lavoratrici, che rimangono così lontani da ogni tutela, lontani dal sapere cosa spetterebbe loro in base ai contratti di lavoro esistenti”. 

“La nostra presenza oggi – ha proseguito Ivana Galli – rafforza la volontà di proseguire l’attività di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori tunisini impegnati nel settore agricolo e della pesca.

Tutelare i lavoratori migranti significa anche chiedere per tutti i lavoratori il rispetto delle leggi, dei contratti di lavoro, dei diritti”.

Inoltre, ha concluso Ivana Galli, “questa è anche l’occasione per analizzare e cercare risposte e soluzioni a problematiche e criticità che sono state riscontrate nelle procedure adottate dall’INPS e che rischiano, se non modificate, di privare oltre 20 mila famiglie delle coperture sociali e della disoccupazione. In particolare con dei focus sul tema del sostegno al reddito dei lavoratori migranti e su infortuni e malattie professionali, sempre nell’ottica di dare risposte a quelli che sono tra i problemi più sentiti”.