FLAI CGIL
You are here:  / Primo piano / La solidarietà fa la differenza – Editoriale di Stefania Crogi

La solidarietà fa la differenza – Editoriale di Stefania Crogi

Il testo integrale dell’Editoriale di Stefania Crogi, Segretario Generale Flai Cgil Nazionale, pubblicato sulla Newsletter InFlai di maggio.

“La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso”. E’ questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil, per celebrare la Festa del 1°maggio, che quest’anno si svolgerà a Pozzallo in Provincia di Ragusa. Sono importanti non solo le parole d’ordine ma anche e soprattutto il luogo che è stato scelto per celebrare il 1° maggio, la Festa dei lavoratori, la festa cioè di coloro che, sempre, attraverso il lavoro – in ogni luogo e in ogni tempo – hanno cercato diritti e dignità.

Pozzallo si affaccia su quel mare che pochi giorni fa è diventato, di nuovo, la tomba di tante, troppe persone e le parole non bastano, non servono più a denunciare l’orrore e l’inadeguatezza di un’Europa che sembra affondare anch’essa. 850 morti, la tragedia più grande: sono le stesse parole che tutti avevamo usato per la tragedia dell’ottobre 2013, sperando che quella fosse l’ultima. Poi ci fu Mare Nostrum e con questa operazione soccorrere in mare divenne la missione, ora Triton è evidente non svolge lo stesso compito, è un pattugliamento e mancano fondi e risorse per il soccorso. È per questo che chiediamo di andare oltre, agire, bloccando le rotte dei nuovi schiavisti ma soprattutto facendo corridoi umanitari che conducano in un nuovo mondo uomini, donne e bambini che scappano da paesi in guerra, da violenze continue, torture.

Allora perché Pozzallo il 1° maggio? Pozzallo e la provincia di Ragusa, su cui tornerò, sono un luogo simbolo anche per aspetti tra loro contrapposti.

Pozzallo con il suo Centro di prima accoglienza (dove potrebbero essere accolte circa 150 persone mentre spesso si superano le 500 presenze) è diventato negli ultimi due anni una seconda Lampedusa con continui sbarchi in una cittadina di 20.000 abitanti, che comunque hanno saputo conservare il senso della solidarietà e dell’accoglienza che mai si nega ad un naufrago.

La Flai Cgil, oltre ad una presenza continua su quel territorio, ha svolto a Pozzallo diverse iniziative anche di carattere nazionale, dal Sindacato di Strada del 2011 alla bella manifestazione organizzata insieme alla Filt e conclusa da Susanna Camusso, ad ottobre 2013, “Soccorrere in mare non è un reato”.

Chi sbarca a Pozzallo, da Paesi in guerra e in estrema difficoltà, vorrebbe trovare un lavoro in Italia o altrove in Europa per costruirsi un futuro, una speranza di una vita dignitosa. Chi riesce ad arrivare vivo, spesso, al posto di un lavoro trova sfruttamento. Molti di coloro che vorrebbero solo essere “nuovi lavoratori” trovano occupazione in agricoltura, ma in condizioni che come sindacato denunciamo e contrastiamo ogni giorno, anche se non sempre confortati dal supporto necessario della politica e delle istituzioni. Caporalato, sotto salario, lavoro nero, braccia da sfruttare sono le condizioni in cui si lavora o contro le quali si tenta di combattere: lavoratori, sindacato, mondo dell’associazionismo, un fronte comune nel quale, come recita lo slogan, “la solidarietà fa la differenza”. Fa la differenza anche per non far sentire solo nessuno, la differenza non solo per chi arriva ma anche per chi accoglie e vuole mostrare che il futuro non è solo il passaggio da uno scafista ad un caporale.

E a pochi chilometri da Pozzallo, Ragusa e Vittoria, con le loro interminabili distese di serre che si perdono sino all’orizzonte, finché non diventano un tutt’uno con il mare, raccontano di un territorio dove il lavoro di tante donne, tante braccianti rumene è sinonimo di sfruttamento lavorativo e sessuale, una negazione dei diritti e della dignità esercitata attraverso il ricatto e lo stato di necessità. Con forza abbiamo denunciato questo fenomeno che coinvolge un alto numero di lavoratrici in un’area relativamente circoscritta; la denuncia della Flai e di altri esponenti coraggiosi del mondo del volontariato e della Chiesa va avanti da anni, ma solo da qualche mese si è riusciti a squarciare il velo dell’indifferenza e dell’invisibilità, anche se ancora tanta è la strada da percorrere per restituire pienezza di diritti a tante lavoratrici. La Flai Cgil, attraverso il Sindacato di Strada, ha messo in campo una azione di tutela dei diritti direttamente recandosi nelle campagne e nelle serre e dal 2012 opera anche con il progetto Solidal Tranfert, insieme alla Cooperativa Proxima, per raggiungere i lavoratori nei luoghi lontani dai centri urbani e rompere l’isolamento. Oggi le autorità e l’opinione pubblica hanno preso atto del problema e la denuncia urlata dalla Flai non è più considerata qualcosa di visionario.

Ho ricordato anche questo altro drammatico fatto per rispondere alla domanda perché Pozzallo, perché Ragusa.

A Pozzallo abbiamo gettato corone in mare in ricordo delle vittime, abbiamo guardato negli occhi dei sopravvissuti, in quegli occhi ci siamo riconosciuti umani, facendo fatica a riemergere da quel mare che era diventato buio, di morte.

A Ragusa siamo stati e siamo al fianco di quelle donne che hanno visto il diritto al lavoro e la dignità calpestati e violati.

A Pozzallo, porta d’Europa come Lampedusa, come ad Augusta, abbiamo visto anche i volti delle donne che arrivano dall’Africa e pur dopo viaggi difficili o impossibili toccano questa nostra terra e finalmente sorridono, mentre i bambini mostrano le dita in segno di vittoria.

Allora essere tutti il 1° Maggio a Pozzallo significa affermare che è da qui che deve ripartire per tutti il lavoro dignitoso, il lavoro che significa diritti e non ricatto, il lavoro che è sviluppo e integrazione, il lavoro che vuol dire rispetto e riscatto, il lavoro che è futuro.

Da Pozzallo Cgil, Cisl e Uil lanciano questo messaggio che può diventare sostanza, anche in giorni così tristi, grazie a quella solidarietà che fa la differenza.

Stefania Crogi