Intervista ad Ivana Galli pubblicata sulla Newsletter InFlai di Gennaio

Segretaria, come si prospetta per la tua categoria questo 2018 appena iniziato?

Nel 2018 proseguiremo con le attività già messe in campo negli anni precedenti ed in particolare, in continuità con il 2017, saremo impegnati sulla contrattazione integrativa, di secondo livello dell’industria alimentare, si tratta di rinnovi importanti e che riguardano migliaia di lavoratori anche dei grandi gruppi e delle multinazionali. Una contrattazione il cui merito avrà ripercussioni su quello che sarà il prossimo contratto nazionale. Penso in particolare ad alcuni temi come quello del welfare, un tema che va declinato così come previsto dalle linee di indirizzo unitarie, ribadendo, però, come sia il salario a riconoscere il valore della prestazione lavorativa. Sempre in materia di contratti siamo impegnati nel rinnovo del contratto dei lavoratori agricoli per il quale si è aperto il confronto e che interessa una platea di ben un milione e duecento lavoratori.

Proseguiremo l’attività nel settore dell’Artigianato alimentare e Piccole e medie imprese alimentari, un settore che comprende metà degli occupati dell’intero comparto alimentare e che rappresenta una ricchezza importante per il territorio e le sue eccellenze. Pochi giorni fa abbiamo tenuto un partecipato Attivo e andremo avanti in un percorso che sviluppi una contrattazione regionale, contattando e rappresentando quanti più lavoratori possibili, lavoratori di piccole realtà che oggi fanno fatica ad essere rappresentati.

Poi siamo impegnati sul tema dell’ambiente: tutela e manutenzione del territorio, sviluppo delle aree interne, sistema delle acque; si tratta di questioni strategiche per la nostra categoria ma vitali veramente per tutti. Basti pensare a come reagisce il nostro territorio e le nostre coltivazioni ai cambiamenti climatici, alla siccità o alle alluvioni.

Su legalità e caporalato tanto abbiamo fatto ma tanto rimane da fare, a cominciare dalla Legge 199 che non ha ancora risolto due nodi principali che sono trasporto e collocamento. Seguiteremo a spingere con tutte le istituzioni e per questo torneremo ancora in campo anche nel 2018 e non solo nelle campagne pugliesi ma anche in Piemonte, Campania, Calabria ovunque ce ne sarà bisogno.

Infine, nel 2018 saremo impegnati anche con l’Assemblea delle Donne ed ovviamente con gli appuntamenti congressuali.

Rimanendo in tema di legalità, sei stata impegnata direttamente in una vertenza difficile come quella dei lavoratori in appalto per la Castelfrigo

Infatti, un altro tema prioritario, che caratterizzerà il 2018, è quello del contrasto al sistema delle cooperative spurie, rispetto al quale, tra le altre cose abbiamo richiesto un tavolo di filiera presso il Mipaaf. Il “modello” Castefrigo non è il nostro modello, ora stiamo lavorando in base a quanto sottoscritto presso la Regione Emilia Romagna per una soluzione occupazionale per tutti lavoratori, che con coraggio e sacrificio hanno scioperato e manifestato per dire no allo sfruttamento, sì al rispetto dei contratti, degli orari di lavoro e dei salari.

Segretaria, come accennavi tra le iniziative e appuntamenti del 2018 ci sarà l’Assemblea delle donne e il Congresso, ma, per guardare a date più vicine, il 1 Febbraio la Flai sarà a Cerignola per presentare il libro di Maurizio Martina: perché questa presentazione e perché Cerignola?

Presentiamo il libro a Cerignola non a caso, è un luogo simbolo, la casa di Giuseppe Di Vittorio. Ma anche perché da Cerignola 70 anni fa si è partiti per il riscatto di braccianti sfruttati, masse di “cafoni” che chiedevano pane e diritti; oggi sono cambiati i volti, anche i dialetti, ma alcune condizioni di sfruttamento sono rimaste uguali. Il libro ha catturato il nostro interesse perché spiega quello che è avvenuto, sta avvenendo e avverrà nell’agricoltura italiana, una agricoltura caratterizzata da profonde contraddizioni: agricoltura di eccellenza che convive con una agricoltura sfruttata. Il libro, attraverso storie e racconti, traccia bene quali possono essere gli interventi per un vero riscatto dell’agricoltura italiana.

Ci puoi dire qualcosa anche sulla iniziativa con Fiom e Slc prevista per il 15 febbraio sugli ammortizzatori sociali?

Noi ci troviamo di fronte ad un tema: non abbiamo più strumenti conservativi in caso di ristrutturazioni e cessazioni, siamo in presenza – grazie alle nuove leggi e norme in materia –  ad un alleggerimento pesante degli ammortizzatori sociali e le nostre categorie si ritroveranno già nei prossimi mesi di fronte a situazioni di crisi senza gli strumenti necessari per dare risposte ai lavoratori. Dopo la Naspi non c’è nulla, dopo la cassa integrazione ordinaria non c’è nulla; ci sono gli incentivi ma interessano i grandi gruppi, per gli altri non c’è nulla e oggi alle aziende conviene più licenziare che accedere ad interventi sugli ammortizzatori sociali. Questo è un tema che vogliamo consegnare anche al prossimo Parlamento, in un momento in cui dal mondo politico si sente parlare di reddito minimo, salario minimo, ma non ho sentito una voce sul lavoro, su proposte per promuovere e creare lavoro stabile e con tutele, si parla solo in termini di assistenzialismo.

30 anni fa, con il congresso costitutivo tenutosi dal 26 al 30 gennaio 1988, nasceva la Flai, in 30 anni come è cambiata la categoria?

Possiamo intanto annunciare che a giugno faremo iniziative per celebrare i 30 anni della Flai. Una categoria che negli anni ha saputo ricomporre i temi di quella che è la filiera agroindustriale, perché sempre di più dobbiamo lavorare in termini di filiera, di distretti e di sistemi industriali per tutelare meglio i lavoratori che rappresentiamo.

Infine, tesseramento Cgil 2018: come convinceresti un lavoratore/lavoratrice ad iscriversi alla Cgil?

Nel momento in cui tutti gridano, alzano i toni e c’è una forte sfiducia nelle istituzioni e nella politica, nel momento in cui ognuno pensa di salvarsi da solo alimentando egoismi ed individualismo, il sindacato può dimostrare che solo se si è insieme ed uniti si possono risolvere i problemi. Di fronte ad una nuova arroganza padronale nei confronti dei lavoratori, di fronte anche all’impunità che si riscontra in alcune situazioni, solo lottando insieme ci si può difendere ed ottenere rispetto e diritti. Il sindacato confederale è quel luogo fisico ed ideale che può organizzare e fare sintesi, portando avanti le rivendicazioni di tutti, perché solidarietà e confederalità contrastano i corporativismi. Io credo che iscriversi alla Cgil sia utile perché, citando il titolo di un bel romanzo e film, “Nessuno si salva da solo”.

Alessandra Valentini