Firmato il Protocollo cura-legalità-uscita dal ghetto

E’ stato firmato questa mattina “Il Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura “Cura-Legalità-Uscita dal ghetto”, presso il Ministero dell’Interno.

La dichiarazione di Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil:

CAPORALATO. GALLI, BENE PROTOCOLLO CURA-LEGALITA’-USCITA DAL GHETTO, ORA FARE PRESTO CON DDl 2217

“Il Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura “Cura-Legalità-Uscita dal ghetto”, per i lavoratori stranieri, che abbiamo sottoscritto questa mattina con i Ministeri del Lavoro, dell’Interno e delle Politiche agricole alimentari e forestali, è un atto importante di contrasto al caporalato ed allo sfruttamento in agricoltura”. Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil nazionale, tra i sottoscrittori del Protocollo.

“In attesa del Ddl 2217 di contrasto al caporalato, con questo Protocollo siamo sulla strada giusta, un passo avanti verso la legalità: Ministeri, Regioni, Ispettorato del lavoro, associazioni datoriali, sindacati ed associazioni che si occupano di accoglienza e contrasto all’illegalità sono finalmente coinvolti, tutti insieme, per contrastare quello che nelle nostre campagne è un fenomeno gravissimo e non più tollerabile. Anche se il Protocollo interessa per ora cinque Regioni, individuate come a maggior rischio, siamo convinti che possa dare un segnale chiaro a chi vuole operare nell’illegalità e speculare sullo stato di necessità di tanti lavoratori immigrati. Nel Protocollo si affronta la questione dell’accoglienza e dell’integrazione, dell’istituzione di presidi medico-sanitari, del trasporto gratuito della manodopera nei luoghi di lavoro, nonché della promozione di “legalità e sicurezza nei rapporti di lavoro”. Il tutto per raggiungere l’obiettivo di lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro agricolo”.

“E’ evidente – prosegue Ivana Galli – che oltre a questo positivo Protocollo bisogna fare presto con il Ddl 2217, così da non dover affrontare l’estate 2016 alle stesse condizioni di quella passata. I dati che abbiamo recentemente presentato sulla condizione dei lavoratori in agricoltura non sono certo confortanti, con 430.000 lavoratori vittime di caporalato e sfruttamento ed un’economia illegale e sommersa nel settore che arriva a 17 miliardi di euro. A questi numeri, dietro i quali c’è lo sfruttamento delle braccia e la negazione dei diritti per tanti uomini e donne, bisogna rispondere con forza e con tutte le misure che la gravità della situazione richiede. Noi siamo determinati ad andare avanti e tutti insieme, Fai, Flai e Uila, saremo il 25 giugno a Bari per una grande manifestazione nazionale contro lavoro nero, sfruttamento e caporalato in agricoltura”.