25 novembre – Lettera di Ivana Galli

La lettera di Ivana Galli alle strutture Flai in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Care compagne,
il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, giornata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite in ricordo del brutale assassinio avvenuto nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, donne coraggiose che tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo, dittatore della Repubblica Dominicana.

Ho voluto ricordare a chi è dedicata questa data per sottolineare come una giornata che negli ultimi anni è, purtroppo e giustamente, sempre più legata alla denuncia di femminicidi, violenze o quotidiani soprusi subiti dalle donne, nasca dal ricordo di tre donne coraggiose e determinate. Donne che scelsero di dire no all’ingiustizia e alla violenza.

Io credo che in occasione del 25 novembre sia necessario recuperare quel senso del coraggio e quella determinazione per non sentirci mai vittime.

Ovviamente, quello che accade nel nostro Paese ed i numeri delle violenze contro le donne non ci confortano: nel 2017 la media è di una donna uccisa ogni tre giorni; il fenomeno dello stalking (dati Istat) riguarda oltre 3 milioni di donne in Italia.

Spesso il luogo della violenza è la famiglia; molte volte è il luogo di lavoro con proposte e ricatti più o meno pesanti e indecenti. È necessario, allora, essere coese, unite, per essere più forti e per diffondere – insieme agli uomini – una cultura del rispetto e della reale parità.

Nel mondo del lavoro, laddove non parliamo di violenze vere e proprie, si registra però una perenne e latente disparità uomo/donna. Penso al differenziale salariale di genere: come riportato nel Global Gender Gap Report 2017 l’Italia è al 103esimo posto per salario percepito, cioè ogni giorno, una donna lavora 512 minuti contro i 453 di un suo collega. Solo un esempio per dire che molta ancora è la strada da fare ed in più direzioni.

Noi, come sindacato, che rappresenta lavoratrici e lavoratori, possiamo fare alcune cose, partendo dalla contrattazione, penso al tema del welfare o all’articolo 40 ter del nostro contratto dell’Industria alimentare, sul congedo per le donne vittime di violenza; agiamo quando abbiamo denunciato e cercato azioni di contrasto al fenomeno degli abusi nelle campagne del ragusano nei confronti di tante braccianti per lo più straniere, vulnerabili e sotto ricatto.

Possiamo, insieme, donne e uomini, cambiare qualcosa, con azioni concrete ciascuno nei propri ambiti. Possiamo cambiare, aiutando chi vuole denunciare e non girandoci mai dall’altra parte di fronte ad un abuso o ad una violenza, magari velata e subdola.

Possiamo, insieme, cominciando proprio dai luoghi di lavoro.

Un abbraccio
Ivana Galli