Segafredo. La lotta paga

La lotta paga possiamo utilizzare questa breve frase per ripercorrere la vicenda che si è consumata nei giorni scorso presso l’azienda di caffè Segafredo di Pianoro (Bologna). L’azienda i primi di febbraio aveva comunicato, dall’oggi al domani, al dipendente Angelo Stanzani, che era licenziato.

Angelo, 58 anni, due per arrivare alla pensione, lavora da oltre 20 alla Segafredo come responsabile della manutenzione, questo finché l’azienda non ha deciso di esternalizzare il servizio. A fronte di una decisione improvvisa e unilaterale, Angelo non è stato lasciato solo dai compagni di lavoro e dalla Flai Cgil; così appena ricevuta la notizia è stato indetto uno sciopero a oltranza di tutti i dipendenti se non si fosse arrivati ad uno sblocco positivo della vertenza. Dopo due giorni di sciopero con adesione del 100% e l’approvazione di un successivo pacchetto di 20 ore di sciopero, qualcosa è cambiato.

L’azione determinata di tutti i lavoratori e del sindacato, nonché la presa di posizione di alcuni esponenti politici, hanno portato l’azienda a tornare sui propri passi e a ritirare il licenziamento.

“La lotta paga – ha dichiarato Vincenzo Grimaldi, Segretario generale Flai Cgil di Bologna – ma siamo soddisfatti anche perché ora si aprirà un tavolo sul piano industriale e il modello organizzativo, di cui fa parte a tutti gli effetti anche la manutenzione. Senza la mobilitazione di tutti il licenziamento non sarebbe stato ritirato”. Anche Angelo, con immaginabile soddisfazione, ha ringraziato tutti i compagni di lavoro.

A fronte di una vertenza che si è conclusa positivamente, rimane la preoccupazione per come troppo spesso siano attaccati in modo virulento i diritti dei lavoratori e per come il lavoro stesso venga considerato.

 

A. V.