“Sala Paola Clemente”. Una Sala del Mipaaf intitolata alla bracciante morta nel 2015

Dal 28 marzo una sala del Ministero delle Politiche Agricole, la Sala Ministri, è intitolata a Paola Clemente, la bracciante agricola morta nei campi pugliesi nel 2015: una iniziativa voluta dal Ministro Martina e che è stata accolta con commozione e soddisfazione dalla Flai e dalla Cgil, presenti alla cerimonia di intitolazione con Ivana Galli e Susanna Camusso, che hanno guidato una nutrita delegazione Flai.

Insieme ai sindacati, alla Presidente della Camera e alle autorità, era presente Stefano Arcuri, marito di Paola Clemente, che nel suo commosso intervento ha ringraziato e sottolineato come “occorra ricordare tutte le vite spente nei campi. Uno dei problemi della schiavitù nei campi è l’omertà, il silenzio e le bugie su tutto, anche sulla morte. Ciononostante, molte denunce hanno preso forma grazie al sindacato, nel mio caso la Flai Cgil, ma Paola è morta perché è stato sottovalutato il malore ma anche perché il guadagno è stato considerato più importante del soccorso. Dobbiamo combattere queste cose, dobbiamo farlo perché nessuna altra donna debba morire nei campi e perché nessun altro figlio debba rimpiangere la madre. Voglio giustizia – ha concluso Arcuri – nel rispetto dei lavoratori, per dare senso a questa targa alla mia Paola”.

Per Susanna Camusso, l’intitolazione della Sala “è un atto di riconoscimento abbastanza inusuale nei confronti di una lavoratrice, quindi di per sé è un atto importante. Noi siamo molto rispettosi intanto del dolore di una famiglia e di tante altre famiglie che sono state direttamente colpite. E rivendichiamo il fatto di non averle lasciate sole, e quindi di averle accompagnate nella denuncia e nel riconoscimento e soprattutto nella costruzione di una prospettiva. Giustamente il ministro Martina e la Presidente della Camera Boldrini hanno ricordato il voto pressoché unanime del Parlamento alla Legge 199 ma quel voto è frutto di una grande mobilitazione che è stata costruita dall’iniziativa del sindacato. Noi ricordiamo l’inizio di quella campagna, e come il mondo era molto incredulo: tendeva a dire che eravamo noi a operare delle drammatizzazioni. Però poi la costruzione di questo movimento ha permesso, grazie anche al lavoro del governo, di costruire quella legge con quel valore”.

Ivana Galli, Segretaria Generale della Flai, ha ricordato il come la morte di Paola Clemente abbia rappresentato “un tragico spartiacque nella mobilitazione per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura. La sua morte ha squarciato il velo dell’indifferenza e dell’invisibilità. Per questo Paola è per noi l’emblema di quanti sono morti o hanno subito e subiscono condizioni di sfruttamento nel lavoro, non si vedono riconosciute fatica e dignità. Noi, nel nome di Paola, continueremo la nostra battaglia per vedere applicata la Legge 199 e non dover mai più piangere lavoratori morti di fatica”.

Alessandra Valentini