RADICI – Nel gennaio 1948 nasce la Federbraccianti

Dal 25 al 28 gennaio del 1948 si tenne a Ferrara il Primo Congresso della Federazione Nazionale dei Braccianti e Salariati Agricoli e maestranze specializzate in agricoltura (Federbraccianti).

La Federazione nasce, insieme ad altre categorie, all’interno della Confederterra (Confederazione Generale dei Lavoratori della Terra), ma è con il suo primo congresso che assume una forma istituzionale autonoma.

In occasione della ricorrenza dell’anniversario del congresso costitutivo della Federbraccianti, condividiamo un estratto della relazione introduttiva dell’On.le Ilio Bosi, Segretario Generale della Confederterra.

 

 

Congressisti e congressiste,

questo nostro incontro, che è conseguenza del voto della Confederterra fondata a Bologna nel 1946, ci pone davanti alla necessità di esaminare le attività svolte fino ad oggi dalla Confederterra Nazionale, per quel che riguarda le Categorie che voi qui rappresentate. Parlo senz’altro di Categoria perché noi non siamo semplicemente un Sindacato. Io penso che qui senz’altro dobbiamo parlare a nome della Federazione dei salariali e braccianti e delle categorie agricole specializzate. Perché qui, in questo congresso, sono presenti salariati fissi, braccianti, sono presenti le rappresentanze delle diverse categorie, compresi i boscaioli, i giardinieri, le mondariso, cioè le rappresentanze di tutte le diverse categorie che formano la grande famiglia degli operai agricoli.

Ci tengo a questo perché penso che la Federazione che sorgerà dal nostro congresso avrà nelle nostre campagne la funzione di guida che nelle categorie di lavoratori cittadini hanno gli operai delle fabbriche. I salariati agricoli e gli operai sono per tradizione in Italia all’avanguardia dei lavoratori. Noi possiamo mantenere qui tutte le tradizioni della vecchia Federterra, che è stata inizialmente e per lunghi anni quasi totalmente, l’organizzazione dei braccianti del nostro paese. È in quella tradizione la lotta che noi abbiamo fin qui condotta: ed essa è rappresentata dai grandi scioperi, dalle grandi agitazioni che hanno portato alle conquiste che hanno fatto dei braccianti italiani (che erano 50 o 60 anni fa i veri paria della società, ridotti alla fame, alla miseria, all’abbrutimento) una classe di lavoratori la quale è riuscita a dare la sua impronta, a dire la sua parola per una condizione di vita più socialmente avanzata.

Noi ricordiamo quella tradizione. […] Tradizione, io penso, che noi dobbiamo non solo continuare ma dobbiamo portare a termine le lotte iniziate allora dai primi pionieri, le lotte sindacali, che rappresentavano un’opera che non era soltanto intesa all’elevazione immediata dei lavoratori, ma che si poneva già fin d’allora uno scopo generale: liberare i lavoratori da ogni schiavitù, non soltanto dalla schiavitù politica, non soltanto dalla schiavitù della miseria, ma dalla schiavitù sociale.

Questo è il compito che fin da ora io penso sia da mettere nella bandiera del sindacato.