PRIMO PIANO – Intervista ad Ivana Galli

Segretaria, iniziamo dalla attualità relativa alla decisione del CdM in materia di voucher e appalti. Come giudichi quanto accaduto e come prosegue la campagna della Cgil e delle categorie?

Il mese di marzo ha rappresentato, per tutti noi impegnati dall’11 gennaio nella campagna referendaria e dal 2016 per la Carta dei diritti universali del lavoro, un mese importante.

La decisione assunta dal CdM su voucher e appalti, con un decreto legge che di fatto ha accolto quanto chiediamo nei quesiti referendari, è il primo e straordinario successo rispetto al quale noi oggi non possiamo abbassare la guardia, poiché aspettiamo di vedere approvato il testo di legge e  per questo manteniamo alta la mobilitazione e #finoallalegge non smobilitiamo!

Proseguiamo, come state vedendo in questi giorni, la nostra campagna, in strada, nei mercati, porta a porta per spiegare perché l’uso dei voucher e la mancanza di responsabilità solidale negli appalti sono norme sbagliate, che hanno creato lavoro sottopagato, lavoro nero, senza tutele e con diritti dimezzati. Anche nei nostri settori sappiamo bene cosa significhino appalti non trasparenti, false cooperative, penso al settore delle carni, o i voucher utilizzati al di fuori di quei paletti che per l’agricoltura avevamo voluto.

Per questo noi, finché non vedremo la legge, andremo avanti. Con la straordinaria campagna #Con2Sì e grazie alla determinazione del Segretario Generale, Susanna Camusso, abbiamo riportato l’Italia tutta e la politica a parlare e a confrontarsi sui temi del lavoro e dei diritti. Ora proseguiamo con la Carta dei diritti, un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che può ridisegnare quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla tipologia di lavoro.

Ecco, Segretaria torniamo ai voucher in agricoltura: qualcuno dice che senza, l’alternativa è il nero…

Nulla di più sbagliato, per prima cosa il lavoro nero non è qualcosa da aggirare con un qualche strumento ma è una cosa illegale che come tale va contrastata e perseguita. Poi in agricoltura, voglio ricordare, che si può assumere regolarmente con il contratto di lavoro stagionale, che prevede anche l’assunzione per una sola giornata di lavoro con retribuzione prevista dal contratto nazionale e dai Cpl; inoltre, voglio sottolineare che in agricoltura il voucher era utilizzabile solo per pensionati e studenti, chi pagava altre tipologie di lavoratori con il voucher in realtà sostituiva il lavoro contrattualizzato con questa tipologia, quindi è del tutto fuorviante, errato e pretestuoso dire che “l’eliminazione dei voucher fa aumentare il lavoro nero”. In agricoltura non temiamo nessun vuoto legislativo e l’utilizzo dei voucher non è servito a contrastare il lavoro nero a tal punto che abbiamo lottato per avere una legge (Legge 199) che contrasta la diffusa illegalità nel mercato del lavoro agricolo.

La prima Assemblea delle donne Filcams, Flai, Fp si è tenuta lo scorso 28 marzo, come è nata questa idea?

A parte la considerazione che queste categorie sono guidate da tre donne, Flai, Filcams e Funzione Pubblica sono categorie importanti e con una presenza considerevole di donne, ben rappresentate dalle 2000 delegate che hanno riempito la sala dell’Auditorium di Via della Conciliazione. Abbiamo voluto creare un momento per riflettere su quello che avviene nel mondo del lavoro e nella società con tutte le nostre delegate e fare un’analisi, capire – attraverso le storie e le esperienze delle lavoratrici – come indirizzare anche nella contrattazione tutte le azioni utili a riequilibrare diritti e tutele di genere. Se penso poi ai provvedimenti in materia di lavoro fatti negli ultimi anni, dalla Legge Fornero al Job act, le donne sono state le più penalizzate.

Come hai detto nel video di apertura dell’Assemblea, la Flai ha dedicato l’appuntamento del 28 marzo a Paola Clemente, perché questa scelta?

La vicenda di Paola Clemente, una bracciante pugliese morta di lavoro nei campi due anni fa, è una di quelle storie che ti rimangono dentro, una storia che mi ha colpito come donna e come sindacalista. Pensare a lei anche nell’Assemblea delle donne era giusto, poiché Paola è l’emblema di tutte quelle donne che si occupano della famiglia, dei figli e svolgono fuori casa un lavoro faticoso. Paola faceva un lavoro caratterizzato da scarsa sicurezza, sottosalario, sfruttamento, tutte condizioni che hanno contribuito alla sua tragica fine. Quando il lavoro assume questi connotati, non è più lavoro ma una forma diversa di violenza  che annulla l’identità di una persona.

In questi giorni la Flai Cgil, insieme a Filiera Sporca, ha lanciato la campagna #ASTEnetevi, di cosa si tratta?

Interloquendo e collaborando con due realtà, quali Terra e a Sud, protagoniste della campagna Filiera Sporca, abbiamo voluto analizzare cosa avviene in tutto l’arco della filiera, dal campo di raccolta al banco del supermercato, per contrastare fenomeni quali lo sfruttamento ed il lavoro nero ma anche processi distorsivi che regolano, anzi dettano, il prezzo sul mercato. Con la campagna #ASTEnetevi chiediamo al Ministro Martina e ai rappresentanti della GDO un impegno per interrompere la pratica delle aste al doppio ribasso nell’acquisto dei prodotti alimentari. Questo meccanismo, seppur lecito, ha un impatto negativo sulla nostra agricoltura ed alla fine a pagare il prezzo – scusate il gioco di parole – del prezzo più basso sono ancora una volta i lavoratori, poiché sul costo del lavoro si va a ricercare quel risparmio che fa stare i produttori sul mercato. Il tema dell’illegalità e di fenomeni distorsivi del prezzo sono un problema di tutta la filiera, che parte dai campi e arriva fino alla GDO, qui la criticità è rappresentata da una forte discrepanza tra prezzi alla fonte e prezzi al bancone con l’imposizione del prezzo da parte della GDO, attraverso il sistema delle aste elettroniche. Noi crediamo che sia possibile porre un argine legale a questa pratica, affinché il risparmio sul costo del lavoro non possa diventare in nessun modo caporalato, buste paga non veritiere, lavoro nero, brutale sfruttamento, orario di lavoro senza regole. Non è accettabile che alcune pratiche di acquisto della GDO ricadano sull’ultimo anello della catena, cioè i lavoratori.

Avete altre iniziative in vista a breve?

La prossima settimana, il 6 aprile, abbiamo un importante appuntamento su industria alimentare 4.0 con la presentazione di una ricerca a cura della Fondazione Metes e Nomisma sulle industrie alimentari. Si tratta di un tema importante anche per il nostro settore per capire l’impatto socio economico e le possibilità rappresentate dalla interconnessione e automatizzazione negli impianti e nel ciclo produttivo. L’iniziativa sarà conclusa da Susanna Camusso e vedrà la partecipazione del Ministro Carlo Calenda.

 

Alessandra Valentini