Intervista a Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil

Segretaria, il 2017 è iniziato con eventi importanti per la Cgil, primo tra tutti l’ok della Corte Costituzionale ai quesiti referendari su voucher e appalti. Saranno mesi impegnativi…

Andremo ad affrontare una campagna referendaria caratterizzata dall’eloquente slogan “Libera il lavoro Con2Sì tutta un’altra Italia”, saremo impegnati come categoria e come Cgil tutta; in primis la sfida sarà quella del raggiungimento del quorum e poi arrivare ad una piena e straordinaria vittoria dei sì.

Segretaria, ricordiamo i quesiti e perché votare sì?

Chiediamo di dire sì alla cancellazione dei voucher, questi ticket di fatto hanno generato forme di lavoro sfruttato, precario, sommerso e vengono utilizzati in modo talmente selvaggio e fuori da ogni regola e per bloccare questo circolo vizioso è necessario abrogarli. In materia di appalti chiediamo che venga abrogata la norma che limita la responsabilità solidale negli appalti, questo significa impedire che ci siano differenze di trattamento tra chi lavora nell’azienda committente e chi in un’azienda appaltatrice o in un’azienda in sub-appalto. Con questi referendum vogliamo liberare il lavoro da forme di sfruttamento e da abusi, vogliamo tutta un’altra Italia in cui non esistano lavoratori di serie A e di serie B. Ovviamente, i temi dei due quesiti referendari, toccano argomenti sensibili per la nostra categoria. Se penso agli appalti, seguiamo quotidianamente quello che accade nel settore delle carni, settore in cui un intricato sistema di appalti e sub appalti, non genuini e trasparenti, ha generato una giungla fatta di regole non applicate, norme e contratti violati, dalla sicurezza al salario, all’orario di lavoro.

Grazie alla Cgil, dalla Carta dei Diritti ai referendum, il Paese sembra essersi svegliato da un torpore che aveva cancellato la questione lavoro dall’agenda politica e mediatica…

La Cgil con tenacia ci ha creduto e ha voluto imporre all’attenzione di tutti il tema del lavoro, che dovrebbe essere fulcro della nostra democrazia. Abbiamo fatto cambiare passo al dibattito politico e all’approccio che le maggioranze di diversi governi hanno avuto verso il sindacato. Con iniziative continue, territoriali, nazionali, di categoria, abbiamo fatto capite che il lavoro, l’occupazione, il rispetto dei diritti di chi lavora non sono questioni residuali, obsolete ma temi che riguardano le condizioni di vita di uomini e donne. Per noi, penso allo straordinario lavoro fatto sul tema dello sfruttamento e il risultato della Legge 199. Insomma, sono stati e sono mesi in cui tutto il Paese parla di lavoro e diritti, confrontandosi con il sindacato, e sono tornate centrali tematiche che il dibattito politico aveva tenuto ai margini. Inoltre, voglio ricordare che è stato annunciato dal Pd che la proposta di legge sulla Carta dei diritti universali verrà incardinata nei lavori parlamentari, è un passo avanti cui guardiamo con ottimismo.

Anche la Flai avrà una primavera ricca di iniziative. Da quali iniziamo?

Il 28 marzo avremo uno straordinario appuntamento: l’assemblea delle donne insieme alla Funzione Pubblica e alla Filcams. Una platea importante, che si confronterà sui temi del lavoro fragile, guardando ovviamente anche ai temi referendari. Il 6 aprile la Flai terrà una iniziativa su Industria 4.0, per quello che riguarda il settore alimentare, le nuove opportunità tra investimenti ed innovazione tecnologica. E sempre in primavera terremo una iniziativa sui temi dell’immigrazione ed una su quello degli appalti.

Inoltre, sui territori, proprio per promuovere capillarmente i temi dei referendum, saremo presenti con le nostre tende rosse, proseguendo di fatto la campagna #cimettiamoletende, con dibattiti ed incontri per confrontarci con il mondo dell’associazionismo, con le realtà locali, con i più giovani.

Questa intervista uscirà poco prima dell’8 marzo: a che punto sono i diritti delle donne?

Io registro una situazione a due velocità: da un lato le donne conquistano con la loro professionalità e formazione posizioni importanti all’interno di aziende, nel mondo dell’economia, delle scienze; dall’altro c’è un ritorno indietro per quanto riguarda i diritti individuali: la maternità, l’istruzione, il diritto ad essere donne libere di scegliere ed autodeterminarsi; si manifestano nuove e subdole forme di sessismo. Nel mondo del lavoro quando c’è una chiusura, una crisi aziendale, le prime a pagare sono le donne, poiché il lavoro delle donne viene purtroppo ancora visto come residuale nella società, anche da noi in Italia, senza scomodare altri Paesi. Questo 8 marzo deve mettere al centro i diritti delle donne per dire che non si può tornare indietro rispetto a tante ed importanti conquiste. Impoverire, aggredire i diritti delle donne significa impoverire i diritti di tutti e far regredire l’intera società.

Torniamo alla Flai e ai referendum: avete dato vita e parola al Pettirosso Flai, come nasce questa idea?

Ad ottobre, nell’ambito del Premio Jerry Masslo, abbiamo promosso una iniziativa con gli studenti, a Napoli, e per l’occasione abbiamo chiesto al fumettista Don Alemanno di creare delle vignette sul tema del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura e poi di partecipare al nostro incontro con gli studenti. Aver usato il codice della satira e il mezzo del fumetto per parlare di quei temi ci ha consentito di farci capire subito dagli studenti e creare con loro un circolo virtuoso di scambio e comprensione. Così in occasione della campagna referendaria, da febbraio, sul nostro sito e sui social prende la parola il Pettirosso Flai per spiegare voucher, appalti e referendum per il lavoro in un modo diverso dal solito.

 

Alessandra Valentini