Caporalato e sfruttamento in Puglia. I lavoratori si ribellano e chiedono aiuto al sindacato

Il caporalato e lo sfruttamento si sconfiggono anche con il coraggio di chi denuncia e si ribella ad uno stato di cose ingiusto e insopportabile, come accaduto in Puglia o, come abbiamo raccontato, in Toscana, dove alcuni lavoratori hanno deciso di dire basta e non lo hanno fatto da soli ma rivolgendosi e cercando l’aiuto della Flai Cgil.

Nei giorni scorsi in Puglia, nella zona di Ginosa, sono scattate denunce nei confronti di persone di nazionalità rumena per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento di manodopera in agricoltura. Vittime di questi caporali sono altri cittadini rumeni che hanno trovato il coraggio di rivolgersi alla Flai Cgil e denunciare le condizioni di sfruttamento a cui erano sottoposti ormai da mesi, costretti a vivere sotto ricatto, a lavoro per pochi euro o in attesa anche di ricevere quel poco che era loro corrisposto, orari di lavoro che arrivavano anche a 15 ore al giorno. Erano alloggiati in un casolare senza acqua e senza servizi igienici e avevano, come unico contatto con l’esterno, i due furgoncini che li portavano nei campi. Come ha spiegato il Segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi, da quella specie di casolare “non si poteva uscire neanche quando qualcuno stava male o aveva necessità di comprare qualcosa per i propri bisogni personali. Pensava a tutto il caporale che comprava medicine, sigarette o alimenti e tratteneva nelle sue mani i documenti di identità di questi lavoratori”.

Giovanni Mininni, Segretario nazionale Flai ha commentato così i fatti pugliesi: “Come Flai presidiamo il territorio per stare al fianco di quei lavoratori cui non vengono riconosciuti diritti e salario, quello che i carabinieri hanno riscontrato durante i controlli nelle campagne del tarantino è un fenomeno grave e che grazie anche alla recente Legge 199 può essere contrastato più facilmente. Le forze dell’ordine hanno individuato circa 15 lavoratori in condizione di sfruttamento, ma potrebbero essere di più”.

“Noi crediamo – ha spiegato Mininni – che il fenomeno del lavoro nero e dello sfruttamento in agricoltura possa essere arginato, a patto che tutti siano messi nelle condizioni di operare al meglio, a patto che la Legge 199 sia operativa, e che non ci siano tentativi di sminuire e nascondere la gravità del fenomeno o, ancora peggio, sostenere – come accaduto ad alcune associazioni qualche giorno fa e proprio in provincia di Taranto – che la Legge 199 sia un provvedimento persecutorio e punitivo per tutti. Non si comprende perché non si possa essere alleati in questa battaglia di civiltà a difesa di una legge che oggi è l’unico strumento che punisce lo sfruttamento sul lavoro, usato da chi viola la legalità anche per far concorrenza alle imprese buone”.

La Flai e la Cgil della Puglia nel corso della conferenza stampa del 20 febbraio hanno chiesto l’istituzione di un tavolo permanente presso la Prefettura e la Regione Puglia che monitori l’applicazione della Legge 199.

 

A. V.