BREVI DAI TERRITORI – Febbraio 2017

Barilla. A Rubbiano raddoppiano i sughi

Il gruppo Barilla ha destinato 50 milioni di euro all’ampliamento dello stabilimento di sughi a Rubbiano nel parmense. Una notizia accolta positivamente da Flai, Fai e Uila.

“Parere favorevole che fa il paio con quello già espresso nel 2011 quando Barilla aveva annunciato di non usufruire più di prodotti esterni e di voler portare a casa la produzione dei sughi – dichiara Luca Ferrari, segretario provinciale della Flai Cgil Parma – Nessuno immaginava che dopo soli cinque anni l’azienda fosse già pronta a completare l’internalizzazione. Spesso nel nostro territorio si tende ad esternalizzare le produzioni. Barilla, invece, si muove nel suo interesse, ma anche nell’interesse dei lavoratori e di tutta la filiera perché chi produce carne, basilico e pomodoro è tutto un indotto italiano. In questo modo puoi andare all’estero con un valore superiore perché realizzi un prodotto che ha un’identità”.

L’impianto diventerà, entro il 2018, il più grande ed efficiente nel settore dei sughi per la pasta in Europa         .


Grandi Molini Italiani. Trenta posti di lavoro in bilico

 Il 17 febbraio si è riunito il tavolo di crisi in Regione Toscana ed è stato un confronto volto a cercare soluzioni per evitare i licenziamenti. Le questioni sono essenzialmente due: in primo luogo l’azienda rimprovera all’Autorità portuale ritardi nella messa a gara del rifacimento della banchina, utile per l’approvvigionamento del grano via mare a costi contenuti, e, secondo, Gmi sostiene che mantenendo gli attuali livelli occupazionali, il piano di concordato, avviato per far fronte ai 200 milioni di debito che l’azienda ha, potrebbe non reggere.

I tecnici dell’Autorità portuale si sono impegnati ad espletare tempestivamente le procedure per la realizzazione della banchina, ma solo se i licenziamenti saranno ritirati.

La trattativa riprenderà il 27 febbraio.


Copador. Formalizzata richiesta di tavolo al MISE e MIPAAF

Flai, Fai e Uila nazionali hanno formalizzato nella giornata di ieri la richiesta di un Tavolo di confronto al Ministero dello Sviluppo Economico, come già avvenuto la scorsa settimana e al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, sulla situazione che riguarda Copador, importante azienda di trasformazione del pomodoro di Parma, e più in generale tutto il comparto della trasformazione del pomodoro industriale.

Il tempo per garantire la campagna è agli sgoccioli e occorre mettere in capo ogni sforzo per permettere all’impresa di operare e alla filiera di non avere contraccolpi difficilmente prevedibili in caso di consistenti perdite di produzione.

Come Flai Cgil riteniamo imprescindibile difendere l’occupazione, ricordiamo che sono 600 i lavoratori direttamente coinvolti tra fissi e stagionali, e i diritti contrattuali. Per rendere questo possibile serve che tutti gli attori in campo, le istituzioni, le banche, il mondo agricolo e i loro rappresentanti facciano la loro parte e che l’azienda predisponga a breve un credibile piano industriale.