Ape Sociale, lavoratori Legge 240/84 e voucher. Aggiornamento sul confronto tra Governo e Parti Sociali

A settembre 2016 è ripreso il confronto tra Governo e parti Sociali sui temi della previdenza e della contribuzione, durante il quale si è iniziato ad affrontare le numerose questioni rimaste aperte dopo la riforma Fornero. In prima battuta è stato firmato un accordo programmatico tra le parti ed attualmente il confronto è ancora in corso.

La Flai è protagonista su alcuni temi specifici riguardanti aspetti previdenziali  e ammortizzatori sociali.

 

APE SOCIALE

Il Decreto del Presidente del Consiglio che regola le modalità di accesso all’APE Sociale, è stato firmato il 22  maggio u.s..

Rimangono  le preoccupazione in tutti i lavoratori interessati, in quanto il parere espresso dal Consiglio di Stato aveva sottolineato che non sussisteva la copertura normativa per ampliare le categorie dei soggetti beneficiari, inserendovi anche coloro che non hanno diritto alla disoccupazione e gli operai agricoli. Va ricordato, infatti, che gli operai agricoli a tempo indeterminato non hanno diritto né alla disoccupazione né alla Naspi, venendo così meno i requisiti richiesti dalla Legge di Stabilità per avere diritto all’uscita anticipata.

Peraltro il citato ampliamento delle categorie dei soggetti beneficiari, era stato ottenuto grazie all’impegno profuso dal sindacato e alle conseguenti azioni messe in campo.

Siamo in attesa di conoscere il testo ufficiale, sapendo fin da ora che il primo termine per la presentazione delle domande da parte degli interessati è il prossimo 15 luglio.

 

LAVORATORI LEGGE 240/1984, ART. 3

Circa 10.000 lavoratori della nostra categoria, a partire dal 1° gennaio 2017,  hanno perso il diritto al trattamento di mobilità e non hanno diritto ad un sostegno alternativo, quali la NASPI o la DS agricola. Si tratta dei lavoratori a tempo indeterminato di imprese cooperative e loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli o zootecnici, alle quali, pur essendo inquadrate nel settore agricolo, secondo quanto stabilito dalla Legge 240/1984, si applicano le disposizioni del settore dell’industria limitatamente alla CIG, ordinaria e straordinaria, alla mobilità (fino al 31 dicembre 2016), alla cassa unica assegni familiari e all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Su questo delicato aspetto, la nostra Federazione, unitamente alla Confederazione, ha già  incontrato il Ministero del Lavoro, al fine di trovare una soluzione per l’individuazione di un ammortizzatore sociale,  prevedendo l’estensione della Naspi, o comunque  un ammortizzatore alternativo alla mobilità,  che possa garantire un sostegno  anche a questa tipologia di lavoratori, in caso di perdita dell’occupazione.

La Flai, unitamente alla  Confederazione, ha evidenziato  tutti i necessari elementi tecnici a supporto delle iniziative necessarie assunte e da assumere a livello unitario e a sostegno del diritto dei lavoratori interessati.

Dobbiamo continuare a  lavorare per colmare questo vuoto legislativo che mette in difficoltà i lavoratori in regime di Legge 240.

 

VOUCHER IN AGRICOLTURA

A seguito della  grande mobilitazione che la CGIL tutta ha organizzato per la campagna referendaria, come noto con la Legge n. 49 del 2017, è stata prevista   la soppressione  dei buoni lavoro in tutti i settori di attività.

In particolare nel settore dell’agricoltura, ribadiamo con forza che la cancellazione dei voucher  non determina problemi per il mercato del lavoro, infatti il settore offre l’opportunità di assumere anche per una sola giornata, secondo contratto e consentendo al lavoratore di ritrovarsi tutte le giornate in termini di previdenza e possibilità di accedere ai requisiti per la disoccupazione agricola.

Inoltre va ricordato che le campagne di raccolta, non sono in alcun modo da considerare lavoro accessorio, ma un lavoro regolarmente contrattualizzato da retribuire secondo quanto regolato dal contratto nazionale e dai CPL.

Proprio in questi giorni la discussione nelle commissioni parlamentari e gli emendamenti introdotti alla “manovrina”, approvati in Commissione bilancio  (Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017), vedono un tentativo di reintrodurre vari strumenti che regolano il lavoro occasionale, con un conseguente attacco alle regole democratiche.  Si ipotizzano forme alternative ai voucher che ne ripropongono  tutti gli aspetti negativi noti, penalizzando  i lavoratori e i loro diritti e destrutturano lo stesso rapporto di lavoro.

La CGIL sta mettendo in atto ogni iniziativa utile a contrastare il ritorno di forme di compensi di prestazioni lavorative che debbono essere invece ricondotte a un normale rapporto di lavoro.