Adottiamo il futuro. Accordo Flai-Fcei per adozione famiglia siriana

Lo scorso 11 aprile presso la sede della FCEI è stato siglato un importante accordo tra la Flai Cgil e la Federazione delle Chiese Evangeliche (FCEI), che vede la Flai impegnata a sostenere l’adozione di un nucleo familiare siriano composto da quattro persone, tra quelli che giungeranno in Italia dal Libano attraverso i corridoi umanitari.

I #corridoiumanitari sono un progetto pilota portato avanti dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Tavola valdese e dalla Comunità di Sant’Egidio, nell’ambito di un protocollo concordato con i Ministeri dell’Interno e degli Affari Esteri. L’obiettivo è di portare e accogliere in Italia nell’arco di 2 anni 1000 profughi particolarmente vulnerabili, attualmente in un anno sono giunte legalmente e in sicurezza quasi 700 persone.

L’accordo con la Flai, per il quale è stato scelto l’evocativo titolo “Adottiamo il futuro”, è stato siglato e presentato in una conferenza stampa cui hanno partecipato il pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI, e Ivana Galli, Segretaria generale Flai Cgil nazionale.

La Flai Cgil, da sempre impegnata sui temi dell’accoglienza e dell’immigrazione, con questo accordo compie un passo importante e concreto per costruire un futuro per chi scappa dalla guerra.

Con queste parole Ivana Galli ha spiegato le ragioni dell’impegno della Flai Cgil.

“Uno dei principi fondamentali della Cgil è nell’art. 2 del nostro Statuto – ha ricordato la Segretaria generale della Flai – che fa della solidarietà un elemento fondamentale per costruire la pace. Credo che l’Italia e tutto il mondo si debbano interrogare rispetto al destino di quanti stanno scappando da guerre, povertà o per la ricerca di un futuro migliore. Non è solo una questione di sensibilità, di emotività dettata da empatia verso altri uomini ma c’è la questione di quale azione concreta ciascuno deve mettere in campo in modo responsabile. Con questo progetto facciamo una azione concreta, una famiglia è un segnale chiaro per dire che questa è la strada, l’apertura dei corridoi umanitari. Questa è la strada per dare risposte. Dobbiamo mettere in campo azioni che noi siano solo di indignazione ma che chiedano e impegnino i Governi ad agire. Noi conosciamo le storie dei migranti che giungono nel nostro paese perché è il settore dell’agricoltura quello dove spesso trovano impiego, anche in condizioni, purtroppo di sfruttamento”.

Infine, ha concluso Ivana Galli, “voglio ricordare, per quanto riguarda la Flai Cgil, che noi non riceviamo finanziamenti pubblici, noi facciamo la nostra attività con l’iscrizione volontaria dei lavoratori ed allora quello che abbiamo sottoscritto oggi è un grande gesto di solidarietà dei lavoratori della Flai Cgil verso i lavoratori del domani”.

A.V.