“Portella della Ginestra – spiega Stefania Crogi – significa molte cose, alcune riguardano il passato, la nostra storia, il nostro essere sindacato, il senso e la ragione delle nostre battaglie; altre cose, invece, parlano del presente e ci inchiodano ad esso. Portella della Ginestra ci ricorda il massacro di 14 persone, uomini e donne: contadini, braccianti con i loro figli, che per la prima volta dopo il fascismo si ritrovarono per celebrare la Festa dei lavoratori e per manifestare contro il latifondismo e il suo giogo, contro la mafia e per l’occupazione di quelle terre che rimanevano incolte. Quei braccianti avevano al loro fianco la Cgil e oggi come allora la Cgil e la Flai si ritrovano in quella piana non solo per il doveroso ricordo, ma soprattutto perché ancora oggi tanti lavoratori, tanti braccianti, italiani e stranieri, vivono la condizione degli ultimi. Per questo, ha un grande significato per noi essere a Portella della Ginestra, il significato di un impegno che continua per il lavoro e i diritti contro lo sfruttamento, il caporalato, la criminalità mafiosa”.

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