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Assemblea Nazionale Donne della Flai Cgil

LAVORO: uguaglianza, sicurezza, articolo 18. DIRITTI DI TUTTE!

Il 20 aprile a Roma, Via Tuscolana 1055, presso il Teatro di Cinecittà, si è svolta la 3° Assemblea Nazionale delle Donne della Flai Cgil. Si tratta di un appuntamento annuale dedicato alle lavoratrici del settore agroalimentare. “Lavoro: uguaglianza, sicurezza, articolo 18. Diritti di tutte”, è il titolo dell’appuntamento del 2012, nel quale ampio spazio è dedicato al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sicurezza nei luoghi di lavoro. I settori dell’agricoltura e dell’industria alimentare, dove le donne rappresentano circa il 36% dei lavoratori, vedono una forte presenza di rischi di infortuni. Sostanze usate, macchinari, mezzi meccanici, attrezzi, lavoro in serra o in altri luoghi umidi, rendono il lavoro assai delicato. Per questo è necessario un grande investimento sul fronte della prevenzione e dell’informazione affinché sia ridotto o annullato il rischio di infortuni o patologie. La sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori non può rappresentare – nemmeno in periodo di crisi – un settore su cui si possa pensare di risparmiare. Sicurezza sul lavoro vuol dire rispetto delle norme e delle leggi, sanzioni per i datori di lavoro che non le rispettano, controlli da tutto gli organismi preposti. Sicurezza sul lavoro significa anche un lavoro svolto nel rispetto dei contratti di lavoro, senza fenomeni di sfruttamento e di lavoro nero, che rendono il lavoratore solo nel chiedere i rispetto di diritti fondamentali.

Uguaglianza. Per le tante lavoratrici del settore dell’agroindustria, ma non solo, uguaglianza significa pari opportunità, pari retribuzione, riconoscimento di professionalità. Concetti affatto scontati se pensiamo che in agricoltura è assai diffusa la “pratica”, ovviamente non prevista dal contratto, di una busta paga diversa tra uomini e donne. Lo stesso se pensiamo alla firma delle “dimissioni in bianco”, anche qui una pratica ricattatoria cui sono soprattutto soggette le donne.

Diritti. Una sola parola per riassumere anni di lotte, conquiste sociali e giuridiche, molte delle quali aspettano ancora di trovare una loro applicazione reale; altre, invece, a rischio di revisioni peggiorative nel segno dell’arretramento

LAVORO: FLAI-CGIL, SU MOLTI CAMPI SUD PIU’ DONNE CHE UOMINI

(ANSA) – ROMA, 12 APR – Sui campi di buona parte del Sud si contano piu’ braccia di donne che di uomini. Secondo le stime della Flai Cgil, la Federazione dei lavoratori dell’agroindustria del sindacato di Corso d’Italia, infatti, in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria il numero delle lavoratrici impiegate in agricoltura supera quello dei lavoratori. Ecco che il settore ”nelle province di Caserta, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto e Catanzaro è sostanzialmente trainato da loro”, sottolinea la Flai.
Le cifre, pubblicate in occasione della seconda assemblea nazionale della categoria dal titolo ‘Donne, democrazia e rappresentanza’, si inseriscono in un quadro, dove, sempre secondo le stime del sindacato, ”le donne occupate nel settore agro-alimentare italiano sono circa 650.000, ovvero il 36% del totale (di queste circa 400.000 lavorano in agricoltura mentre le restanti 250.000 nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare)”.

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA FLAI-CGIL, TAVOLA ROTONDA CON CAMUSSO, CROGI E COPPOLA (CONFINDUSTRIA)

(AGI) – Roma, 12 apr. – Sono circa 650.000 le donne occupate nel settore agro-alimentare italiano, ovvero il 36% del totale. Di queste circa 400.000 lavorano in agricoltura mentre le restanti 250.000 nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare. La presenza femminile è altissima nell’industria al Nord.
E’ la fotografia del lavoro femminile scattata dalla Flai-Cgil in occasione della seconda assemblea nazionale della categoria dal titolo “Donne, democrazia e rappresentanza”, in corso a Roma. “La concezione della donna nel nostro paese – ha sottolineato il segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi – deve essere completamente ribaltata e la questione femminile deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica”. Per Crogi, “e’ una battaglia di civilta’ perche’ in Italia le donne vivono ancora in una condizione di profondo disagio e disuguaglianza, hanno una rappresentanza politica esigua e non all’altezza di un paese moderno, democratico ed europeo, non hanno facilmente accesso al mercato del lavoro e vengono sostanzialmente discriminate per la loro condizione di madri o perche’, loro malgrado, devono farsi carico della famiglia. E’ per questo che non ne possiamo davvero piu’ – ha aggiunto – degli atteggiamenti pubblici e privati del presidente del Consiglio con cui ogni giorno calpesta la dignita’ di milioni di donne e di quell’immagine ormai consolidata secondo la quale per avere successo nella vita si debba mettere a disposizione il proprio corpo. Pensiamo sia davvero giunto il momento in cui tutti facciano qualcosa per rovesciare questa situazione – ha concluso il segretario generale della Flai-Cgil – e per mettere in campo delle politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare ad una reale parita’ tra uomo e donna in tutti gli ambiti della societa'”.
Per quanto riguarda il settore agricolo, secondo i dati forniti dalla Flai-Cgil, le donne trovano piu’ facilmente un’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno. La regione piu’ “rosa”, e’ la Puglia, con 113.000 donne occupate, seguita dalla Calabria con 85.000, dalla Campania con 73.000 e dalla Sicilia con 48.000. Se si tiene conto della piccola dimensione della regione, particolarmente rilevante e’ anche il dato della Basilicata, dove la stima della Flai parla di 18.000 donne occupate. In Campania, Puglia, Basilicata e Calabria il numero delle donne che lavorano in agricoltura supera quello degli uomini. In tal senso si segnalano le province di Caserta, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto e Catanzaro dove l’agricoltura e’ sostanzialmente trainata da loro. Prima tra le regioni del nord Italia, invece, e’ l’Emilia-Romagna con 39.000, seguita dal Veneto con 14.000, dalla Lombardia e dal Piemonte con 5.600. Anche nel centro Italia si registrano cifre ragguardevoli, con il Lazio e la Toscana a quota 12.000. La Sardegna ne conta, invece, 5.500.
La presenza di donne è invece altissima nell’industria al Nord. In particolare, nelle aziende di trasformazione alimentare del Piemonte, dove tocca quota 117.000. Seguono la Lombardia con 23.000 e l’Emilia-Romagna con 39.000. Ragguardevole e’ il dato della Campania, con 17.000, unica regione del Mezzogiorno a raggiungere una quota cosi’ alta. Il Veneto, invece, ne conta 12.000, il Lazio 6.500 e la Toscana 5.800. Tra i diversi settori merceologici dell’industria alimentare in cui si segnala maggiormente la presenza di lavoratrici spiccano quelli dell’orto-frutta e degli ortaggi, della produzione di pasta e dolci, dei prodotti da forno e per pasticceria, della trasformazione del latte, della macellazione e della conservazione delle carni. In Piemonte le donne superano gli uomini nelle industrie dolciarie, nei pastifici e nelle torrefazioni, in Lombardia nelle aziende di confetture, in Veneto ed Emilia-Romagna in quelle di trasformazione di prodotti orto-frutticoli.
Nel settore agricolo, lamenta la Flai-Cgil, esiste ancora la busta paga differenziata tra uomini e donne. Ovviamente tale pratica non è prevista dal contratto nazionale ne’ tantomeno da quelli provinciali ma è a oggi molto diffusa soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno dove la Flai stima che le donne percepiscano un salario inferiore a quello degli uomini per un importo che va da un minino di 3 euro fino a un massimo di 5 euro. Le donne occupate in agricoltura, inoltre, vengono generalmente inquadrate in modo errato e quindi percepiscono un salario inferiore rispetto alla qualifica e alla mansione che ricoprono in azienda. Tale dinamica e’ presente anche in alcune realtà dell’industria alimentare, specie in quelle di piccola o piccolissima entità e anche del centro-nord. (AGI)

adnkronos

CONTRATTI: FLAI CGIL, IN RINNOVI AGROALIMENTARE FAVORITA PARITA’ UOMO-DONNA
Roma, 12 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Favorire il pieno riconoscimento della parita’ tra uomo e donna nei posti di lavoro, superare le differenze di genere nell’attribuzione delle mansioni, eliminare gli ostacoli che non hanno consentito finora alle lavoratrici lo sviluppo di percorsi di crescita professionale, tutelare la condizione di lavoratrici madri o la cura di parenti stretti in stato di necessita’, sconfiggere le discriminazioni e prevenire problematiche come le molestie sessuali o il mobbing. Sono questi, secondo la Flai Cgil, che sta tenendo oggi a Roma la seconda assemblea nazionale, alcuni dei temi affrontati dalle organizzazioni sindacali e da quelle imprenditoriali del settore agroalimentare nella recente tornata contrattuale, che ha visto il rinnovo di tutti contratti nazionali e la definizione di nuove norme che hanno “come obiettivo quello di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne”. In particolare, secondo il sindacato di categoria guidato da Stefania Crogi, nei rinnovi contrattuali sono previste “attivita’ di analisi e di studio delle reali condizioni di lavoro delle donne, esaminando l’andamento dell’occupazione femminile e individuando gli ostacoli alla reale e concreta parita’ tra uomo e donna e le problematiche in essere”. Per il sindacato, “le norme definite puntano a facilitare percorsi di carriera mettendo le lavoratrici nelle condizioni di raggiungere livelli di responsabilita’ al pari degli uomini”.
Per la questione maternita’, spiega la Flai, nei rinnovi contrattuali, “sono state definite formule specifiche di flessibilita’ di orario sia in entrata che in uscita che favoriscano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici”. “In alcuni contratti -spiega- e’ stato definito, inoltre, un monte ore per congedi parentali, per la malattia dei figli e la cura di persone in stato di bisogno a loro carico. In tutti i contratti sono stati definiti, inoltre, dei programmi formativi utili a garantire il reinserimento delle lavoratrici madri dopo il periodo di non lavoro legato alla nascita di un figlio”. E dal sindacato spiegano che “tutte queste norme sono state estese anche ai padri al fine di non far ricadere solo ed esclusivamente sulle madri la cura dei figli, per non compromettere le loro aspirazioni di carriera e di sviluppo professionale e per non correre il pericolo di eventuali discriminazioni nel momento dell’accesso al mercato del lavoro”. Sempre nel settore agroalimentare, sottolinea la Flai Cgil, “alcuni contratti nazionali prevedono ulteriori congedi”.
“Il contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai idraulico-forestali, ad esempio, ne stabilisce uno di 15 giorni per matrimonio -ricorda- per tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato e di 7 giorni per tutti quelli a tempo determinato. Il contratto della cooperazione agricola, invece, ne stabilisce uno di 3 giorni per decesso del coniuge”. In molti contratti, inoltre, “si punta, quindi, a una maggiore informazione e sensibilizzazione al fine di prevenire fenomeni di mobbing e molestie, anche attraverso l’utilizzo degli spazi informativi presenti all’interno delle aziende”.

LAVORO: CROGI (FLAI CGIL), QUESTIONE FEMMINILE SIA RIMESSA AL CENTRO AGENDA POLITICA

Roma, 12 apr. (Adnkronos/Labitalia) – “La concezione della donna nel nostro paese deve essere completamente ribaltata e la questione femminile deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica”. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi, in occasione della seconda assemblea nazionale del sindacato di categoria, dal titolo ‘Donne, democrazia e rappresentanza’, in corso oggi a Roma, presso il Teatro 10 di Cinecitta’. “E’ una battaglia di civilta’ -ha continuato Crogi- perche’ in Italia le donne vivono ancora in una condizione di profondo disagio e disugaglianza, hanno una rappresentanza politica esigua e non all’altezza di un paese moderno, democratico ed europeo, non hanno facilmente accesso al mercato del lavoro e vengono sostanzialmente discriminate per la loro condizione di madri o perche’, loro malgrado, devono farsi carico della famiglia. E’ per questo che non ne possiamo davvero piu’ degli atteggiamenti pubblici e privati del presidente del Consiglio con cui ogni giorno calpesta la dignita’ di milioni di donne e di quell’immagine ormai consolidata secondo la quale per avere successo nella vita si debba mettere a disposizione il proprio corpo”. “Pensiamo sia davvero giunto il momento in cui tutti facciano qualcosa per rovesciare questa situazione -ha concluso il segretario generale della Flai-Cgil- e per mettere in campo delle politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare a una reale parita’ tra uomo e donna in tutti gli ambiti della societa'”.

adnkronos

LAVORO: FLAI CGIL, E’ ‘BOOM’ DI DONNE ADDETTE IN AGROALIMENTARE, SONO 650MILA

Roma, 12 apr.- (Adnkronos/Labitalia) – Circa 650.000 donne sono occupate oggi nel settore agro-alimentare italiano, circa il 36% del totale degli addetti. E’ la stima del sindacato di categoria Flai Cgil, presentata oggi in occasione della seconda assemblea nazionale del sindacato, ‘Se non ora quando? Donne, rappresentanza e democrazia’, in corso a Roma, al Teatro 10 di Cinecitta’. Di queste 650.000 donne, circa 400.000 lavorano in agricoltura, mentre le restanti 250.000 nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare.
Per quanto riguarda il settore agricolo, secondo la Flai, le donne trovano piu’ facilmente un’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno. La regione piu’ ‘rosa’, infatti, e’ la Puglia, con 113.000 donne occupate, seguita dalla Calabria con 85.000, dalla Campania con 73.000 e dalla Sicilia con 48.000. Se si tiene conto della piccola dimensione della regione, particolarmente rilevante e’ anche il dato della Basilicata, dove la stima della Flai parla di 18.000 donne occupate. In Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, il numero delle donne che lavorano in agricoltura supera quello degli uomini. In tal senso, si segnalano le province di Caserta, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto e Catanzaro, dove l’agricoltura e’ sostanzialmente trainata dal ‘gentil sesso’. Prima tra le regioni del Nord Italia, invece, e’ l’Emilia-Romagna con 39.000, seguita dal Veneto con 14.000, dalla Lombardia e dal Piemonte con 5.600. Anche nel Centro Italia si registrano cifre ragguardevoli, con il Lazio e la Toscana a quota 12.000. La Sardegna ne conta, invece, 5.500.
E’ boom nell’industria agroalimentare al Nord. La presenza di donne e’ infatti altissima, secondo il sindacato guidato da Stefania Crogi, nelle aziende di trasformazione alimentare del Piemonte, dove tocca quota 117.000. Seguono la Lombardia con 23.000 e l’Emilia-Romagna con 39.000. Ragguardevole e’ il dato della Campania, con 17.000, unica regione del Mezzogiorno a raggiungere una quota cosi’ alta. Il Veneto, invece, ne conta 12.000, il Lazio 6.500 e la Toscana 5.800. Tra i diversi settori merceologici dell’industria alimentare in cui si segnala maggiormente la presenza di lavoratrici, spiccano quelli dell’orto-frutta e degli ortaggi, della produzione di pasta e dolci, dei prodotti da forno e per pasticceria, della trasformazione del latte, della macellazione e della conservazione delle carni. In Piemonte le donne superano gli uomini nelle industrie dolciarie, nei pastifici e nelle torrefazioni, in Lombardia nelle aziende di confetture, in Veneto ed Emilia-Romagna in quelle di trasformazione di prodotti orto-frutticoli.
Al ‘boom’ di donne in agricoltura, spiega la Flai, corrispondono però sottosalario e inquadramenti sbagliati. Nel settore agricolo, spiega il sindacato di categoria, esiste ancora la busta paga differenziata tra uomini e donne. Ovviamente, tale pratica non e’ prevista dal contratto nazionale ne’ tantomeno da quelli provinciali, ma e’ a oggi molto diffusa soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove la Flai stima che le donne percepiscano un salario inferiore a quello degli uomini per un importo che va da un minino di 3 euro fino a un massimo di 5 euro. Le donne occupate in agricoltura, inoltre, vengono generalmente inquadrate in modo errato e quindi percepiscono un salario inferiore rispetto alla qualifica e alla mansione che ricoprono in azienda. Questa dinamica, conclude la Flai, e’ presente anche in alcune realta’ dell’industria alimentare, specie in quelle di piccola o piccolissima entita’ e anche del Centro-Nord.

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA FLAI-CGIL, CONFRONTO TRA “LE DONNE DELLA FLAI” MODERATO DALLA CROGI
13:04:11/10:00

Roma, (agra press) – “Riportare le donne in quanto persone al centro della scena. e’ questo lo scopo dell’iniziativa che ci vede riuniti qui oggi”. lo ha detto Stefania Crogi, segretario generale della Flai-Cgil (federazione lavoratori agroindustria), nel suo intervento di apertura alla seconda assemblea nazionale della sua associazione, dedicata al tema “donne, democrazia e rappresentanza”.
“La manifestazione-mobilitazione ‘rosa’ del 13 febbraio scorso, – ha affermato la Crogi – promossa dal comitato ‘se non ora quando?’, ha testimoniato l’indignazione e la volontà di cambiamento di tutte le donne d’Italia e la nostra categoria ha deciso di dare il suo contributo nella costruzione di politiche per il lavoro che mettano al centro le donne, dedicando la seconda assemblea delle nostre delegate e sindacaliste a temi fondamentali quali la democrazia, la rappresentanza e la contrattazione”.
Nella prima parte dell’assemblea, Crogi ha moderato un confronto tra “le donne della Flai”, durante il quale si sono alternati gli interventi di otto donne impegnate nell’attivita’ sindacale, che, tramite l’ausilio di un filmato e le loro testimonianze dirette, hanno illustrato ai presenti le loro esperienze professionali all’interno dell’organizzazione, hanno commentato i cambiamenti avvenuti all’interno dell’organizzazione, che hanno fatto seguito alla prima assemblea nazionale della Flai-Cgil, svoltasi nel 2007 a Bologna, e hanno sottolineato l’importanza del corso formativo “il ruolo femminile nella cgil e il gioco negoziale”, organizzato dalla Fondazione Metes.
Al confronto hanno partecipato: le segretarie della Nlai di Nuoro, Emanuela Grazia Calvisi; Bolzano, Silvia Grinzato; Treviso, Sara Pasqualin; Udine, Ingrid Peres; Milano, Giorgia Sanguinetti; le componenti delle rsu (rappresentanze sindacali unitarie) della Saiwa, Elena Galli e della Fileni, Gilda Timberi, e la delegata del comitato degli iscritti Perugina, Arianna Marchesi.
Questa prima parte dell’assemblea si è conclusa con la testimonianza di Ekija Avdibegovic, Presidente dell’Associazione delle vittime della guerra in ex-Jugoslavia. (ab)

agrapress

ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA FLAI-CGIL, TAVOLA ROTONDA CON CAMUSSO, CROGI E COPPOLA (CONFINDUSTRIA)
13:04:11/11:00

Roma, (agra press) – “La concezione della donna nel nostro paese deve essere completamente ribaltata e la questione femminile deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica”. lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, durante la seconda parte dell’assemblea nazionale della Flai-Cgil, dedicata al tema “Donne, democrazia e rappresentanza”, durante la quale Stefania Crogi, segretario generale della Flai-Cgil, ha moderato una tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche Cristiana Coppola, vicepresidente con delega al mezzogiorno di Confindustria, e l’attrice televisiva Lunetta Savino.
“Le grandi date che hanno fatto la storia del nostro Paese – ha fatto notare Camusso – hanno dei protagonisti giovanissimi che avevano al loro fianco delle donne straordinarie”. Il segretario generale della Cgil, nel suo intervento, ha criticato duramente il Parlamento, che ha definito “un ‘corridoio’ privo di valori”, la riforma finanziaria, che “peggiora le condizioni economiche del paese”, il disegno di legge sulla “doppia preferenza”, e la legge contro le dimissioni in bianco e ha concluso sottolineando l’importanza dello sciopero generale, indetto dalla Cgil per il 6 maggio prossimo. “Il paese – ha osservato Crogi – sta vivendo una fase drammatica, testimoniata perfettamente dai dati preoccupanti sull’occupazione femminile”. Secondo le stime della Flai-Cgil, infatti, – ha spiegato il segretario generale della Flai – le donne occupate nel settore agroalimentare italiano sono circa 650.000 (36% del totale), delle quali circa 400.000 lavorano in agricoltura, mentre le restanti 250.000 nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare. “Bisogna ripartire dall’occupazione – ha sostenuto Crogi – attraverso politiche che mirino a rivalutare quella femminile, per rilanciare il Paese”.
Dello stesso tenore e’ stato l’intervento di Cristiana Coppola, che ha fatto notare che “se una donna, in ambito lavorativo, non puo’ farsi strada per quello che vale, ci saranno sempre persone meno competenti, pronte a prendere il suo posto, che impediranno ai migliori di andare avanti e, cosi’ facendo, danneggeranno, anche a livello economico, il nostro paese”. “La scarsa occupazione femminile – ha aggiunto la Coppola – rilevata dalle stime della Flai-Cgil, è la spia dei problemi del Paese, ma, se solo raggiungesse quella maschile, il pil italiano salirebbe al 32%”.
L’audio degli interventi di susanna camusso e cristiana coppola e’ disponibile nella sezione audio del nostro sito (www.agrapress.it). (ab)

FLAI-CGIL, IL 12 APRILE ASSEMBLEA DELLE DONNE CON BINDI, CAMUSSO, CROGI, MARCEGAGLIA
13:04:11/11:0006:04:11/00:06 – roma, (agra press) – “se non ora quando? donne, rappresentanza e democrazia”, e’ il titolo della seconda assemblea delle donne della flai-cgil, convocata per il 12 aprile, alle 15:00, al teatro 10 di Cinecitta’, in via tuscolana 1055. nel corso dell’incontro si alterneranno gli interventi di otto donne, delegate e dirigenti della flai, tra cui quello del segretario generale della flai stefania crogi. a seguire – informa un comunicato dell’organizzazione sindacale – ci sara’ la testimonianza della presidente delle vittime della guerra in ex-jugoslavia ekija avdibegovic e una tavola rotonda alla quale parteciperanno il vicepresidente della camera rosy bindi, il segretario generale della cgil susanna camusso, il presidente di confindustria emma marcegaglia. “la nostra categoria – spiega crogi – ha deciso di dare il suo contributo nella costruzione di politiche per il lavoro che mettano al centro le donne dedicando la seconda assemblea delle nostre delegate e sindacaliste a temi fondamentali quali la democrazia, la rappresentanza e la contrattazione”. (cl.co)

LAVORO/FLAI-CGIL: BOOM DONNE NELL’AGROALIMENTARE, SONO 650MILA

Roma, 12 apr. (TMNews) – Secondo le stime della Flai-Cgil le donne occupate nel settore agroalimentare sono circa 650mila, circa il 36% del totale. Di queste 400mila lavorano in agricoltura mentre le restanti 250mila nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare. Nel settore agricolo le donne trovano più facilmente un’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno. La regione più rosa, infatti, è la Puglia, con 113mila donne occupate, seguita dalla Calabria con 85mila, dalla Campania con 73mila e dalla Sicilia con 48mila. In Campania, Puglia, Basilicata e Calabria il numero delle donne che lavorano in agricoltura supera quello degli uomini. In tal senso si segnalano le province di Caserta, Salerno, Brindisi, Lecce, Taranto e Catanzaro dove l’agricoltura è sostanzialmente trainata dalle donne. Prima tra le regioni del Nord Italia, invece, è l’Emilia-Romagna con 39mila.
Nell’agroalimentare, però, esiste ancora la busta paga differenziata tra uomini e donne. Una pratica non prevista dal contratto nazionale, ma è molto diffusa soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Le donne occupate in agricoltura, inoltre, vengono generalmente inquadrate in modo errato e, quindi, percepiscono un salario inferiore rispetto alla qualifica e alla mansione che ricoprono in azienda.

WELFARE/FLAI-CGIL: QUESTIONE FEMMINILE SIA PRIORITÀ POLITICA

Roma, 12 apr. (TMNews) – “La concezione della donna nel nostro paese deve essere completamente ribaltata e la questione femminile deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica”. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale della Flai-Cgil, Stefania Crogi, a margine della seconda assemblea nazionale della categoria dal titolo ‘Donne, democrazia e rappresentanza’. “E’ una battaglia di civilt – ha continuato Crogi – perchè in Italia le donne vivono ancora in una condizione di profondo disagio e disugaglianza, hanno una rappresentanza politica esigua e non all’altezza di un paese moderno, democratico ed europeo, non hanno facilmente accesso al mercato del lavoro e vengono sostanzialmente discriminate per la loro condizione di madri o perchè, loro malgrado, devono farsi carico della famiglia. E’ per questo che non ne possiamo davvero più degli atteggiamenti pubblici e privati del presidente del consiglio con cui ogni giorno calpesta la dignità di milioni di donne e di quell’immagine ormai consolidata secondo la quale per avere successo nella vita si debba mettere a disposizione il proprio corpo”. Crogi ha aggiunto: “Pensiamo sia davvero giunto il momento in cui tutti facciano qualcosa per rovesciare questa situazione e per mettere in campo delle politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare ad una reale parit tra uomo e donna in tutti gli ambiti della società”.

DONNE: FLAI CGIL, PORRE QUESTIONE FEMMINILE AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA
Donne, democrazia e rappresentanza’, i temi al centro della 2^ Assemblea Nazionale della categoria devono essere una vera e propria “battaglia di civiltà”. Dare continuità al movimento nato il 13 febbraio ‘Se non ora quando?’ per rivendicare politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare ad una reale parità tra uomo e donna in tutti gli ambiti della società

13/04/2011

Ripartire dal lavoro per riconquistare dignità e diritti delle donne ponendole al centro dell’agenda politica. E’ l’imperativo emerso nella 2^ Assemblea Nazionale delle donne FLAI CGIL, la categoria del settore agro-alimentare, dal titolo ‘Donne, democrazia e rappresentanza’ che si è svolta ieri (12 aprile) nel Teatro 10 di Cinecittà a Roma. Una grande iniziativa tutta al femminile che ha visto la testimonianza di donne e sindacaliste della categoria che ogni giorno si trovano a fare i conti con le difficoltà che la società di oggi impone loro: precarietà, conciliazione tra tempi di lavoro e di vita, discriminazione e disuguaglianza tra uomini e donne. Una platea di circa 800 persone, lavoratrici, ma anche lavoratori, perchè come ha spiegato la Segretaria Generale della FLAI CGIL, Stefania Crogi “gli uomini della FLAI hanno ampiamente dimostrato di essere quel genere di uomini che vuole rompere il silenzio e lottare al fianco delle donne”.
Scopo dell’Assemblea è stato anche quello di dare continuità al movimento ‘Se non ora quando?’ che il 13 febbraio ha portato nelle piazze di tutta Italia migliaia di donne unite nella rivendicazione di una società diversa in cui la donna non venga vista come oggetto, ma come individuo che con le proprie forze e capacità tenta di emergere da una situazione che oggi risulta “drammatica”. “La concezione della donna nel nostro paese deve essere completamente ribaltata e la questione femminile deve essere rimessa con forza al centro dell’agenda politica”. E’ quanto ha dichiarato Stefania Crogi, ribadendo come ciò sia una vera e propria “battaglia di civiltà” poiché ha spiegato “in Italia le donne vivono ancora in una condizione di profondo disagio e disuguaglianza, hanno una rappresentanza politica esigua e non all’altezza di un paese moderno, democratico ed europeo, non hanno – ha proseguito – facilmente accesso al mercato del lavoro e vengono sostanzialmente discriminate per la loro condizione di madri o perchè, loro malgrado, devono farsi carico della famiglia”. Secondo Crogi è giunto il momento in cui “tutti facciano qualcosa per rovesciare questa situazione – ha detto – e per mettere in campo delle politiche attive e di inclusione che abbiano l’obiettivo di portare ad una reale parità tra uomo e donna in tutti gli ambiti della società”.
Le donne nel settore agro-alimentare. In Italia le donne impiegate nel settore dell’agro-alimentare, secondo le stime FLAI CGIL, sono 650mila (36% del totale), delle quali circa 400mila occupate in agricoltura e 250mila nelle aziende di trasformazione dell’industria alimentare. In particolare è nel Mezzogiorno che le donne trovano più facilmente occupazione nel settore agricolo, la regione che risulta più ‘rosa’ è, infatti, la Puglia. Mentre nell’industria la presenza femminile è maggiore al nord dove in Piemonte raggiunge le 117mila unità. Tuttavia, la FLAI denuncia due gravi discriminazioni nei confronti del genere femminile nel settore: la busta paga differenziata tra uomini e donne, soprattutto nel Mezzoggiorno, nonostante ciò non sia previsto dal Contratto nazionale e l’inquadramento errato delle lavoratrici, che percepiscono un salario inferiore rispetto alla qualifica.
Donne e contrattazione. Migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne è l’obiettivo delle norme inserite nei nuovi Contratti nazionali siglati dalle Organizzazioni sindacali e dalle imprese del settore agricolo, che devono basarsi su: la parità tra uomo e donna nei posti di lavoro; il superamento delle differenze di genere nell’attribuzione delle mansioni; l’eliminazione degli ostacoli che non consentono alle lavoratrici di sviluppare percorsi di crescita professionale; la tutela delle lavoratrici madri e la sconfitta delle molestie sessuali e del mobbing sul posto di lavoro. Lavoro, tempo e responsabilità: tre parole da riconiugare. “Bisogna riscoprire le parole che sono necessarie, ma che con il tempo hanno perso valore: lavoro, tempo e responsabilità”, è quanto ha affermato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso nel corso dell’Assemblea Nazionale della FLAI. Per quanto riguarda il lavoro, secondo la leader della CGIL è necessario riscoprirne la “soggettività”, che oggi ha perso importanza; per il secondo termine, il tempo, ricordando la conquista delle 8 ore da parte delle donne italiane, Camusso ha spiegato che “è la cifra che ha sempre riguardato la vita delle donne”, con il loro bisogno di conciliare tempi di lavoro e di vita, ma ha avvertito “oggi deve essere anche il tempo dell’urgenza politica”. Infine ha proseguito Camusso tempo e lavoro si coniugano in una terza parola che è ‘responsabilità’, “noi siamo in un momento in cui non basta capire che c’è una crisi che persiste – ha detto -, ma bisogna prendersi la responsabilità di dire che c’è bisogno di un cambiamento”. A questo proposito Camusso ha ribadito le ragioni dello Sciopero Generale proclamato dalla Confederazione per il 6 maggio, “la nostra è stata una scelta di responsabilità – ha ricordato la dirigente sindacale -. Non si poteva aspettare che la ‘nottata’ passasse, perchè la ‘nottata’ da sola non passa”. Una mobilitazione che, secondo Camusso, non dovrà coinvolgere solo gli iscritti alla CGIL, ma “tutti i lavoratori” perchè “insieme si può cambiare il Paese”. Secondo la leader della CGIL, bisogna che in Italia cambi l’agenda politica, e “la prima questione da affrontare è il lavoro: bisogna difendere quello che c’è – ha concluso Camusso – e crearne di nuovo per chi non ce l’ha”.

Il 12 aprile a Roma la seconda Assemblea delle donne della FLAI CGIL
Rappresentanza politica e sindacale, democrazia nei posti di lavoro e nella società, la contrattazione come strumento per superare le diseguaglianze, parità tra uomo e donne in politica, nei sindacati e nelle aziende. Sono questi i temi che saranno al centro della seconda Assemblea della donne della FLAI CGIL, dal titolo “Se non ora quando? Donne, rappresentanza e democrazia”, convocata a Roma per il prossimo 12 aprile presso il Teatro 10 di Cinecittà (Via Tuscolana 1055). L’Assemblea riprende volutamente l’appello lanciato lo scorso 13 febbraio a scendere in piazza per manifestare contro il costante attacco alla dignità della donna nel nostro paese e vuole offrire il proprio contributo per dare una continuità a quel percorso cominciato proprio in quella straordinaria giornata di democrazia e di partecipazione collettiva. I lavori dell’Assemblea cominceranno alle ore 15.00 e prevedono gli interventi di otto donne, delegate e dirigenti della FLAI. A seguire ci sarà la testimonianza della Presidente delle vittime della guerra in ex-Jugoslavia Ekija Avdibegovic e una tavola rotonda alla quale parteciperanno il Segretario generale della CGIL, Susanna Camusso; il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia; il vice-presidente della Camera, Rosy Bindi e l’attrice Lunetta Savino. “A due mesi esatti dalla grandissima mobilitazione del 13 febbraio – ha dichiarato il Segretario generale della FLAI CGIL, Stefania Crogi – la nostra categoria ha deciso di dare il suo contributo nella costruzione di politiche per il lavoro che mettano al centro le donne dedicando la seconda Assemblea delle nostre delegate e sindacaliste a temi fondamentali quali la democrazia, la rappresentanza e la contrattazione di cui ancora troppo poco si parla nel nostro paese”. “C’è infatti – ha continuato Crogi – una realtà opposta e differente da quella offerta tutti i giorni dai giornali, dalle tv, dalle pubblicità e dai comportamenti di alcuni illustri personaggi politici fatta di donne che non usano il proprio corpo come merce di scambio ma che si alzano la mattina per andare a lavorare spesso in condizioni di svantaggio, senza riuscire a conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro e, in molti casi, anche per una retribuzione inferiore a quella percepita dai loro colleghi uomini”. “E’ di tutte queste donne che vorremmo si parlasse ogni giorno – ha concluso il Segretario generale della FLAI CGIL – e che si facesse qualcosa per restituire loro una dignità e per eliminare tutti quegli ostacoli che non le hanno consentito finora di partecipare con le stesse fortune e possibilità degli uomini ai percorsi di carriera nei luoghi di lavoro, nel mondo della politica e delle Organizzazioni sindacali”.

LA CGIL ALLE IMPRESE: PARLIAMO DI FISCO E LAVORO

Emma Marcegaglia alla fine ha dato forfait. Il faccia a faccia con Susanna Camusso, a meno di un mese dallo sciopero generale Cgil del 6 maggio e in un momento difficile per le relazioni industriali, era molto atteso. Ma la presidente di Confindustria veniva da due giorni «di passione», dopo l’attacco al governo, il videomessaggio in cui aveva detto che l’esecutivo ha lasciato «da sole le imprese». Il successivo bombardamento da parte di tanti ministri deve aver convinto Marcegaglia a prendersi una pausa e non affrontare l’abbraccio con la Cgil. O perlomeno a rinviarlo, a tempi più tranquilli. Dall’altro lato c’è Susanna Camusso, che ha impostato questo primo anno al timone della Cgil alla ricerca di un dialogo con le imprese e con Cisl e Uil, nonostante i mugugni della parte sinistra della sua confederazione, contraria al dibattito con la leader confindustriale fino alla riconquista di un rapporto di forza sufficiente: a uscire allo scoperto alla vigilia del faccia a faccia (mai avvenuto) di ieri era stato il fiommino Giorgio Cremaschi, interpretando forse gli umori dell’area di opposizione interna «La Cgil che vogliamo». A fare da «ponte» con la Confindustria, invece, si era offerta la Flai Cgil, categoria dell’agroindustria, che aveva invitato Camusso e Marcegaglia all’assemblea nazionale delle donne: la segretaria Stefania Crogi non è nuova al lancio di dibattiti «difficili»; già l’anno scorso offrì la platea del Congresso al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, certamente non amatissimo in ambiente Cgil. Al confronto con Camusso, la Confindustria è arrivata con la vicepresidente Cristiana Coppola. Crogi, offrendole la parola, sottolinea come la donna resti indietro rispetto all’uomo, con salari e inquadramenti inferiori. Secondo Coppola, «se il tasso di occupazione femminile fosse pari a quello maschile, il Pil italiano potrebbe aumentare del 32%». Camusso nota la rappresentanza minima delle donne in Parlamento: «Eppure nel Paese siamo il 52%, e gli uomini il 48%». La Flai ricorda la proposta di legge contro il caporalato, elaborata insieme alla Fillea: «Ci piacerebbe che la Confindustria aderisse a quell’appello», dice Crogi. C’è poi il nodo del 6 maggio, lo sciopero generale indetto dalla sola Cgil: «Cara Susanna non sei sola, non sei stata violentata dalla Fiom», dice tra il serio e il faceto Crogi durante una standing ovation della platea. «Il 6 maggio – dice Camusso – non vogliamo solo riempire le piazze, ma vuotare i luoghi di lavoro. Nel suo videoappello, Marcegaglia ha usato la parola ‘solitudine’, termine che io non vorrei sentire più. La nostra prima parola deve essere invece ‘lavoro’». E qui c’è il no della Cgil alla proposta di Fini sullo scambio tra contratto unico e articolo 18, sul modello del Pd Ichino: «Basta flessibilità e precarietà – dice la segretaria Cgil – Ma no anche al lavoro senza diritti: non ci stiamo a scambiare il contratto unico con la libertà di licenziamento, anche perché non funziona. Lo dimostrano questi ultimi anni, dove la facilità di assumere e licenziare con i contratti atipici non ha portato alcuna crescita». «La seconda parola che vorrei sentire – continua Camusso – è ‘fisco’: le retribuzioni dei lavoratori devono crescere, e qualcuno deve redistribuire. Nel nostro paese pagano le tasse i pensionati, i lavoratori, le imprese manifatturiere e una parte del lavoro autonomo: non paga chi ha le rendite finanziarie, chi ha i grandi patrimoni, chi evade. Se il 10% del Paese ha il 45% delle ricchezze, gli si può chiedere che ci mettano un po’ del loro. Ma la proposta che circola in questi giorni di tassare i beni di consumo contiene tre ingiustizie: colpisce chi ha i consumi obbligati, cioè le fasce medio-basse; colpisce allo stesso modo chi ha redditi bassissimi e chi ha redditi alti; fermerà mercato interno e consumi». «Infine, si dovrebbe ripristinare la legge contro le dimissioni in bianco». Simpatica e un po’ amara la conclusione della festa delle donne Flai, con un brano dei «monologhi della vagina», recitato dall’attrice Lunetta Savino.

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