Comunicato Rsu Fai, Flai, Ula Parmacotto

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In queste ore il Governo Monti dopo l’assurda e iniqua riforma delle pensioni, si appresta a portare all’esame del Parlamento la “Riforma del mercato del Lavoro”. Si vuole contrabbandare un presunto miglioramento del sistema e del grado di copertura degli ammortizzatori sociali, abolendo la mobilità, la cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà verso un sistema di assicurazione universalistica “ASPI” che in realtà lo taglia e lo riduce drasticamente. Nel pacchetto ci sono alcuni punti positivi, come il ripristino della norma contro le dimissioni in bianco che il governo Berlusconi aveva eliminato, un freno alle false partite IVA, ai contratti a progetto oltre ad un riordino della flessibilità in entrata. Ma non basta.

Tutta la RSU vuole esprimere al riguardo la più profonda preoccupazione per le conseguenze che tali modifiche potrebbero avere nei confronti di tutti i lavoratori specialmente in un periodo di crisi dirompente come quello attuale.

Si vuole far passare questa manovra mettendo i giovani in cerca di lavoro ed i precari contro i lavoratori più anziani che vengono additati come privilegiati.

L’educata arroganza e la pervicacia del Governo nel voler ridimensionare l’art. 18, posto come baluardo di civiltà giuridica che impedisce i licenziamenti senza “giusta causa” o “giustificato motivo” e che renderebbe tutti, giovani e anziani meno liberi, suscita in noi grande preoccupazione unitamente ad un senso di profonda iniquità.

Con la riforma annunciata si produrrebbe la perdita della sicurezza individuale di ciascun lavoratore, ovunque esso operi ed in qualsiasi realtà di qualsiasi dimensione, e senza che questa questa porti  alcuna conseguenza positiva sulla crescita e sull’occupazione.

Quando c’è ingiustificato motivo che porta al licenziamento il lavoratore ha il sacrosanto diritto di ottenere il reintegro; I lavoratori non possono essere trattati come un prodotto da dismettere. DEVE ESSERE RIPRISTINATA LA ESIGIBILITA’ DEL REINTEGRO NEL CASO ACCERTATA ILLEGITTIMITA' DI LICENZIAMENTO PER RAGIONI ECONOMICHE.

I delegati RSU chiedono pertanto con forza alle Segreterie Generali di CGIL, CISL e UIL il massimo impegno e la massima tenuta unitaria con l’obiettivo di favorire soluzioni in Parlamento e nel Paese che salvaguardino la coesione sociale messa a rischio da alcune scelte contenute nella riforma del mercato del lavoro approvata dal Governo.

 

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