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Zucchero. Conclusa positivamente trattativa con Finbieticola Casei Gerola

 

Ma ora è urgente che il Governo emani il decreto sugli incentivi per la riconversione

 

Si è conclusa positivamente ieri, presso la sede dell’ARIFL della Regione Lombardia, la trattativa tra Finbieticola Casei Gerola, controllata del Gruppo Terrae, e Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, con un accordo tra le parti per la messa in mobilità di 18 lavoratori dell’ex zuccherificio di Casei Gerola (PV).

La messa in mobilità si è resa necessaria a fronte della grave incertezza politica in merito al percorso di riconversione degli ex zuccherifici, decisa nel 2006 dopo la riforma europea di settore e che ha determinato in Italia la chiusura di 15 zuccherifici su 19. Ancora una volta a pagare le conseguenze sono stati i lavoratori, che nonostante gli impegni e gli accordi sottoscritti dal 2006 ad oggi, non hanno ancora la certezza di una ricollocazione lavorativa, così come previsto dalla legge n.81/2006.

Nonostante le sollecitazioni degli ultimi mesi delle associazioni datoriali e dei sindacati, il Governo non ha ancora emanato il decreto sugli incentivi destinati alla produzione di energia alternativa da fonti a biomasse, nonostante le disposizioni del Comitato interministeriale dello scorso 5 Febbraio scorso.

 

“La mancata emanazione di tale decreto da parte del Mise – spiegano Ettore Ronconi e Roberto Iovino della Flai Cgil nazionale – getta un’ombra di incertezza sul destino di centinaia di lavoratori che dal 2006 aspettano di essere ricollocati nei percorsi di riconversione. È il tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità, le incertezze politiche in merito al destino della filiera bieticola stanno generando un altro dramma occupazionale in un settore già fortemente colpito dalla riforma OCM zucchero del 2006. Più volte il sindacato ha sollecitato il MISE con l’obiettivo di far emanare il decreto quanto prima, ma nel frattempo, lo scorso 30 giugno, sono scaduti gli ammortizzatori sociali utilizzati per tutelare il reddito dei lavoratori in attesa di una ricollocazione”.

“In questo scenario il sindacato ha limitato i danni a fronte della volontà delle aziende di porre i lavoratori in mobilità e dunque di dare luogo ai licenziamenti collettivi. Anche in questo caso, come per Eridania-Sadam, siamo riusciti a sottoscrivere un accordo che prevede la ricollocazione di tutti i lavoratori alla fine del periodo di mobilità, ma questo obbligo per l’azienda è condizionato dalla fattibilità dei progetti, e dunque dall’emanazione del decreto sugli incentivi. Sta dunque al Governo dare un segnale chiaro e mantenere gli impegni. Qualora non venisse emanato il decreto sugli incentivi – concludono Ronconi e Iovino – il Governo si dovrà assumere la responsabilità di smentire gli impegni presi in sede comunitaria, di confronto con le parti sociali, e più in generale sulla tutela di una filiera strategica come quella bieticola e la conseguente ricollocazione dei lavoratori”.