Rosarno. Ancora emergenza accoglienza durante la raccolta agrumicola

La Flai con il Sindacato di Strada nella Piana di Gioia Tauro

La Flai Cgil continua la sua azione sindacale nella Piana di Gioia Tauro, dove è in corso la stagione agrumicola e dove tanti lavoratori stranieri sono ancora oggi costretti nelle tendopoli e alloggi di fortuna tra Rosarno e San Ferdinando. Purtroppo la situazione è sempre di emergenza e lo dimostra l’ennesimo incendio di ieri mattina che ha causato tre feriti e distrutto una baracca. La Flai nella sua costante azione di Sindacato di Strada ha visto la presenza anche del Segretario Nazionale Giovanni Mininni, impegnato con la Flai locale in assemblee, presidi e volantinaggi. “Quando la Legge 199 rischiava di arenarsi nel passaggio alla Camera dei deputati – spiega Mininni da Rosarno – abbiamo chiesto a gran voce la sua rapida approvazione perché, a dicembre, sarebbe partita la campagna di raccolta degli agrumi e quindi gli strumenti in essa contenuti sarebbero stati subito utili. La presenza della Flai rappresenta proprio la volontà di voler essere coerenti con ciò che chiedevamo al Parlamento. Abbiamo la grande responsabilità di provare ad attuare la Legge 199, consapevoli anche delle difficoltà e degli attuali limiti della stessa. Inoltre, voglio ricordare, che il territorio della Piana è interessato anche dal Protocollo nazionale per l’accoglienza, sottoscritto a fine maggio 2016 e che poco è stato applicato in quel territorio come in altri. Abbiamo il dovere morale e la responsabilità politica di promuovere iniziative e spingere le istituzioni ad applicare quanto previsto dalle norme, non possiamo solo aspettare che lo Stato si muova. Dobbiamo partire subito promuovendo delle sperimentazioni concrete sui territori”.
Infine, conclude Mininni, “l’esistenza della tendopoli di San Ferdinando è inammissibile in un Paese civile. È possibile che non si riesca a pensare ad un’accoglienza alternativa alle tendopoli che garantisca il rispetto della dignità a chi viene a lavorare in Italia e, quindi, non prende solo un salario (spesso a nero) ma crea anche ricchezza nel nostro Paese?”.