Rinnovato CCNL Pesca cooperativa. Dichiarazione Flai Cgil

 

È stata siglata nella tarda serata di ieri la bozza d’accordo per il rinnovo del CCNL per imbarcati su natanti di cooperative di pesca con decorrenza 1 gennaio 2017 e scadenza 31 dicembre 2020. Si tratta di un settore che occupa più di 20.000 lavoratori.

“Un risultato importante – dichiara Antonio Pucillo della Flai Cgil – che arriva dopo oltre tre anni di confronto con le associazioni di rappresentanza del mondo cooperativo e che porta cambiamenti  innovativi per il settore. Per la prima volta nella pesca viene inserita, per i soci lavoratori, la retribuzione su base mensile; inoltre, per i dipendenti il conguaglio viene portato da tre a due mesi, incrementando l’anticipo mensile della parte, che passa da 70% a 80%. Il rinnovo sotto l’aspetto retributivo porta ad un riallineamento delle retribuzioni alla situazione attuale del settore. Viene finalmente affermato il divieto di licenziamento in caso di infortunio o malattia; infatti, come più volte denunciato, per effetto delle norme vigenti nel settore i lavoratori che si ammalavano, si infortunavano, venivano licenziati. Dopo la firma di questo contratto, il lavoratore deve essere reimbarcato alla fine del periodo di convalescenza”.

“A tutela del welfare – spiega Pucillo – è stato inserito un importante strumento con l’avvio del fondo sanitario integrativo Filcoop. Altro elemento qualificante, in un settore dove la sicurezza e la formazione continua rivestono una funzione importante, è l’aver ottenuto  un monte di ore retribuite destinate ad esse”.

Queste sono le parti salienti, sottolineate dalla Flai Cgil, di un contratto che pone le basi per il rilancio di un settore in profonda crisi.

“Ovviamente – spiega Pucillo – siamo consapevoli che il contratto appena sottoscritto non rappresenta la panacea di tutti i mali che affliggono la pesca italiana. Da tempo denunciamo ingiustizie e lacune che vive questo settore: ai lavoratori della pesca non vengono riconosciuti alcuni diritti essenziali come il riconoscimento di lavoro usurante e delle malattie professionali, che per il settore ancora non sono tabellate dall’INAIL; inoltre, sempre in materia di salute e sicurezza, ricordiamo come per i lavoratori della pesca si attenda ancora l’applicazione del T.U. 81. Come grave è la mancanza di un sistema di ammortizzatori sociali che intervenga a sostegno del settore in tutti casi di crisi o per questioni meteo marine avverse. Tuttavia – conclude Pucillo – anche da questo rinnovo e dai suoi numerosi ed importanti elementi qualificanti ed innovativi, lavoriamo per un rilancio dell’intero comparto”.

 

 

Roma, 21 febbraio 2017