Ragusa. Resoconto Audizione Flai Cgil presso la Commissione Diritti Umani del Senato

Nota su audizione FLAI CGIL presso la Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato

Il giorno martedì 18 novembre 2014, ore 14.40, la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, a seguito dell’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismo di tutela dei diritti umani, vigenti in Italia e nella realtà internazionale, ha ascoltato in AUDIZIONE Giuseppe Scifo, Flai Cgil di Ragusa e il giornalista Antonello Mangano, sulla condizione delle donne rumene impiegate in agricoltura nella zona di Vittoria.

Ha aperto e coordinato i lavori il Presidente della Commissione, SEN. MANCONI, che ha illustrato come l’iniziativa sia nata dall’interessamento delle SENATRICI SERRA e PADUA, all’indomani della pubblicazione di un reportage sull’Espresso.

Il SEN. MANCONI ha definito la situazione delle braccianti rumene nella provincia di Ragusa, denunciata dalla Flai e da alcuni organi di informazione, “una condizione di lavoro servile e riduzione in schiavitù, con le caratteristiche del lavoro coatto e della sudditanza che porta inevitabilmente alla privazione di diritti e dignità”. Nel fotografare il contesto lavorativo, sociale ed ambientale, il SEN. MANCONI ha parlato di “forme di schiavitù che si rinnovano, trovano nuova vitalità e si presentano non come un retaggio medievale ma come lembo di modernità”.

Successivamente ha preso la parola GIUSEPPE SCIFO, FLAI CGIL, che ha tracciato un profilo dell’economia, dell’agricoltura e della società nella zona di Vittoria, ricordando come questo sia uno dei primi mercati alla produzione per quanto riguarda la produzione di ortaggi. La coltivazione in questa area è destagionalizzata, in serra, e quindi occupa per quasi l’intero anno la manodopera. Attenzione è stata riservata anche alla presenza straniera nella zona, che ha visto negli anni ’80 l’arrivo massiccio di lavoratori provenienti dal Maghreb, integrati nella comunità e fortemente aggregati tra loro, e successivamente dal 2000, l’arrivo di lavoratori provenienti dall’Est Europa, in modo particolare dalla Romania. Dai dati degli iscritti registrati negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, in provincia risultano 27.000 lavoratori e di questi  la metà  (13.240 pari al 49,08 %) è di nascita non italiana. La nazionalità prevalente è la rumena. Tra le dinamiche individuate dalla FLAI, SCIFO ha segnalato:

dinamica salariale, con offerta di manodopera a prezzo più basso; presenza di lavoro femminile in serra, mentre in precedenza il lavoro agricolo femminile riguardava principalmente i vivaismo e confezionamento; situazioni abitative in alloggi di fortuna in campagna, isolati e lontani dai centri abitati, elemento anche questo che rende vulnerabili e ricattabili le donne, ancor più se accompagnate dai figli per i quali servono servizi minimi. Tutto questo in una situazione di assoggettamento e abuso sessuale, reso possibile dal contesto descritto, cui si unisce, anzi ne è in qualche modo la causa, una condizione di lavoro coatto, sottopagato, in grigio. Una condizione complessiva che rende le donne dipendenti in tutto dai loro datori di lavoro, anche per fare la spesa o avere una prestazione medica. Da qui anche la difficoltà della denuncia alle autorità preposte, poiché è forte il ricatto di perdere anche quel poco che si ha.

SCIFO ha infine descritto l’azione che la Flai Cgil svolge con il Sindacato di strada e come la denuncia di questa situazione fu fatta pubblicamente dal sindacato nel 2011 durante la campagna “Da Cassibile a possibile”. Attraverso il sindacato di strada ed il progetto Solidal Transfert con la Cooperativa Proxima la Flai ha potuto raccogliere numerose testimonianze di sfruttamento lavorativo e sessuale, quest’ultimo si manifesta nella violenza sessuale vera e propria o con forme ricatto e uno stato di necessità che comunque non lasciano le donne libere di decidere e di ribellarsi.

La richiesta è che le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, prendano in carico la situazione, agendo però a 360 gradi – secondo le competenze – su quelle che sono le modalità del collocamento in agricoltura, affinché esso avvenga in modo trasparente e in un luogo pubblico.

La parola è passata ad ANTONELLO MANGANO, che ha dato una fotografia della situazione così come riportata nei suoi articoli, sottolineando anch’egli il nesso tra ricatto e abuso sessuale con quelle che sono le condizioni di sfruttamento lavorativo e sottosalario, che portano le donne in uno stato di isolamento, impossibilità ad accedere a condizioni abitative decenti ed ai servizi (scuola, sanità, spesa).

Al termine delle relazioni di SCIFO e MANGANO, i senatori presenti sono intervenuti.

La SENATRICE SERRA ha chiesto se fosse iniziato un percorso di confronto con gli Enti Locali e con i datori di lavoro;

Il SEN. SANTANGELO ha riferito anche nel trapanese di simili fenomeni;

La SENATRICE PADUA ha evidenziato la enorme difficoltà per le donne di denunciare gli abusi e la positività dell’attenzione mediatica di questi mesi sulla vicenda e la necessità di andare avanti nell’azione di contrasto del fenomeno, “sapendo che a Vittoria ci sono tanti imprenditori onesti che rispettano e regole e le leggi, e che questi sono la maggior parte”.

Alla Senatrice PADUA ha risposto SCIFO, informando che “nella zona di Vittoria il sottosalario è una condizione molto diffusa e sono pochissime le aziende in cui si applicano i contratti provinciali”. A Vittoria i 10.000 lavoratori lavorano per 5000 aziende.

Concludendo l’audizione il PRESIDENTE MANCONI ha assicurato l’impegno della Commissione nel seguire la situazione descritta ed oggetto di indagine conoscitiva.

Roma, 20 novembre 2014