Produttività. Flai Cgil, manovra Governo danneggia lavoratori e attacca contrattazione II° livello

Ancora una volta a pagare sono i lavoratori, che, a fronte di un beneficio fiscale di circa il 15%, subiscono una penalizzazione previdenziale del 30%

“La manovra correttiva del Governo (decreto legge 50/2017), nella misura relativa ai Premi di produttività, danneggia i lavoratori, attacca la contrattazione di secondo livello e mette in discussione uno dei pilastri che lo stesso Governo aveva costruito per aumentare la produttività”. Lo dichiara Mauro Macchiesi, Segretario Nazionale Flai Cgil.
“In realtà, decidendo di decontribuire la parte dei Premi di Produzione legati al coinvolgimento paritetico nell’organizzazione del lavoro, in un settore come quello dell’Industria e Cooperazione alimentare, mette in discussione una consolidata contrattazione di secondo livello che coinvolge circa 34.000 lavoratori e tutte le grandi Aziende nazionali e multinazionali del settore”.
“Ancora una volta – spiega Macchiesi – a pagare sono i lavoratori, che, a fronte di un beneficio fiscale di circa il 15%, subiscono una penalizzazione previdenziale del 30%, mentre le aziende ne avrebbero un beneficio solo apparente perché evidentemente viene meno lo spirito della legge di creare un interesse congiunto. Se i Premi di Produzione dovessero rimanere per lungo tempo privi della contribuzione, i lavoratori avrebbero una penalizzazione sull’assegno pensionistico di 40/60 euro mensili a seconda della condizione di ogni singolo dipendente.
Dal Governo uno strano modo di sostenere la tanto decantata contrattazione di secondo livello e di recuperare la produttività, che in Italia è tra le più basse d’Europa. Ci auguriamo che il Parlamento modifichi questa decisione assunta dal Governo, una decisione affatto vantaggiosa per i lavoratori e dannosa per il sistema industriale del Paese”.