Mutti Parma. Firmato contratto aziendale

Il 4 febbraio le RSU e Flai, Fai e Uila provinciali hanno sottoscritto l’accordo aziendale Mutti Spa, ora da sottoporre al voto dei lavoratori in assemblea. L’accordo è giudicato dalla delegazione sindacale un segnale positivo in un momento difficile per l’economia e l’agroalimentare anche di Parma. Nonostante l’uscita dell’azienda dall’Unione Parmense Industriali sono infatti confermati i diritti riconosciuti dal Contratto Provinciale delle Conserve Vegetali inserendoli in uno specifico contesto aziendale fatto anche di soluzioni innovative. Nell’accordo vengono riconosciute avanzate relazioni industriali, l’attenzione all’ambiente di lavoro e alla sostenibilità ambientale, uno studio di fattibilità della certificazione etica SA8000, incontri di condivisione su formazione, organici, orari di lavoro e appalti. Dal punto di vista economico c’è un nutrito capitolo di welfare in cui si prevede il rimborso delle rette per gli asili nido e le scuole materne, una indennità chilometrica casa-lavoro aggiornata agli aumenti dei trasporti pubblici, un premio fisso e un premio variabile del valore di 6.000 euro medio nel triennio in base al raggiungimento di obiettivi di produttività, qualità e redditività. Infine a fronte di una progressività nella partecipazione al premio variabile per i lavoratori nuovi assunti l’azienda si impegna ad incrementare l’organico a tempo indeterminato del 20% in due anni. Il contratto aziendale Mutti dimostra ancora una volta, dopo il rinnovo dei contratti provinciali delle Conserve Animali e di quelle Vegetali che le relazioni industriali costruttive proprie della storia sindacale di Parma aiutano le imprese a crescere in qualità e in competitività anche nei periodi difficili.
Per Luca Ferrari, segretario generale FLAI CGIL Parma: “L’accordo con Mutti Spa dimostra che ci sono ancora aziende che intendono investire sul lavoro stabile e non c’è affatto bisogno di cancellare i diritti tornando indietro di 40 anni come fanno le norme del Jobs Act dell’attuale Governo. Chi investe sulla qualità del lavoro e delle produzioni non ha bisogno e non cerca norme che aiutano i licenziamenti non giustificati”.