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Lavoratori forestali veneti. Il 31 presidi e manifestazioni

L’assemblea dei delegati del settore forestale del Veneto, riunitasi il 27 marzo a Mestre, ha deciso di intensificare la protesta contro la Regione del Veneto per i ritardi dei pagamenti degli stipendi e l’apertura dei cantieri dei lavori forestali.

Infatti, la pressione promossa negli ultimi mesi a tutti i livelli, da assessori a consiglio e dirigenti regionali e territoriali, è riuscita ad ottenere solo rassicurazioni e impegni che sono stati poi disattesi.

Martedì 31 marzo inizierà una massiccia mobilitazione che prevede un nutrito presidio di lavoratori e delegati a Palazzo Ferro-Fini a Venezia, dove sarà riunito il Consiglio regionale, e davanti a tutte le sedi territoriali dei servizi forestali regionali. Obiettivo della mobilitazione è ottenere attenzione, stipendi ed avvio dei cantieri per far lavorare i 400 stagionali e mettere in sicurezza il territorio della regione.

“Il clima tra i lavoratori, che nei giorni scorsi si sono riuniti in assemblee nei posti di lavoro, non è affatto disteso – affermano in una nota i segretari regionali di FLAI CGIL, FAI CISL e UILA UIL, Renzo Pellizzon, Andrea Zanin e Nicola Storti – e c’è la consapevolezza che a rischio non sono solo le storie personali e familiari, ma la sicurezza del territorio veneto, nell’indifferenza di una classe politica impegnata in litigi, divisioni ed attenta solo al posizionamento da assumere nell’imminenza della campagna elettorale e del voto, tanto da non riuscire ad approvare il bilancio 2015”.

Della gestione del territorio non sembra interessare molto ad assessori e consiglieri se si è arrivati a questa situazione. Da una parte l’applicazione delle nuove disposizioni contabili per l’amministrazione pubblica, previste dal decreto 118/2011 che bloccano le spese, dall’altra l’amministrazione provvisoria, con il bilancio da approvare ed il rischio che senza accordi si apra una pagina drammatica del commissariamento.

Ma per il territorio veneto, il blocco dei cantieri e la mancata programmazione degli interventi significa esporre tutti i cittadini ai rischi derivanti da possibili frane, esondazioni e tutti gli effetti che derivano da un territorio lasciato al proprio destino.

“Le forze politiche venete di maggioranza e minoranza – affermano ancora Pellizzon, Zanin e Storti – devono dare un senso di responsabilità al proprio lavoro in Regione ed approvare il bilancio preventivo prima di Pasqua. Così si potrebbe recuperare un po’ del tempo perso per i forestali e per la sicurezza del territorio e sistemare analoghe situazioni di incertezza esistenti per almeno altri 300 lavoratori che per gli stessi motivi vivono situazioni di attesa e incertezza insostenibile e sono lavoratrici e lavoratori di Veneto Agricoltura, del Parco Colli di Este, delle ex Comunità Montane e quelli dell’ Arav, l’associazione regionale degli allevatori”.