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Eridania-Sadam. Soluzioni per evitare ennesimo dramma occupazionale

L’apertura della procedura di mobilità da parte di Eridania-Sadam per 162 lavoratori del settore saccarifero rappresenta un ulteriore e drammatico segnale della crisi del settore, cominciata con la riforma del 2006 e, purtroppo, tuttora in corso.

I lavoratori dei siti di Castiglion Fiorentino, Celano, Fermo e Jesi – coinvolti dalla procedura di mobilità aperta dall’azienda – sulla base delle disposizioni della legge n. 81/2006 e degli accordi tra le parti, devono essere ricollocati nei siti coinvolti dalle riconversioni. E’ paradossale invece prendere atto che siano le stesse Istituzioni a non applicare una legge dello Stato, i cui intenti sono stati confermati nell’ultimo comitato interministeriale dello scorso 5 Febbraio 2015. Dopo ormai nove anni di promesse non mantenute, autorizzazioni concesse e poi revocate, ricorsi e controricorsi, sono i lavoratori a pagarne le conseguenze.  Questa è una situazione inaccettabile di cui le Istituzioni, si devono assumere pienamente la responsabilità, individuando quanto prima soluzioni alternative all’ennesimo dramma occupazionale.
In questo senso chiediamo un impegno concreto al ministero dell’Agricoltura per l’apertura di un tavolo che individui soluzioni risolutive, ma anche un impegno di tutte le Istituzioni coinvolte a dar seguito a quanto previsto dalla legge 81/2006, ovvero garantire la riconversione produttiva dei siti saccariferi e dare una risposta occupazionale a chi rischia di pagare con il proprio posto di lavoro le scelte fatte in sede europea.
Allo stesso tempo le scriventi organizzazioni sindacali sono convinte che sia necessario, trovare delle soluzioni, nel rispetto degli obiettivi della legge n. 81/2006, alternative alla procedura di mobilità e al licenziamento collettivo. Con questo obiettivo è stato già proposto un incontro tra Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Eridania-Sadam per il prossimo 30 Aprile. Nel frattempo presenteremo nuovamente al Ministero dell’Agricoltura una richiesta di incontro per individuare soluzioni di tutela per i lavoratori coinvolti. La difficoltà di portare avanti le riconversioni degli impianti saccariferi dismessi nel 2006 si aggiunge alle difficoltà dei siti tuttora produttivi, pertanto se non si avranno le adeguate risposte da parte delle aziende e delle Istituzioni, il sindacato non potrà fare altro che mobilitarsi.